Maurizio Compagnoni

La logica economica dice che i talenti vanno scoperti prima di una grande manifestazione, per due motivi. Il primo è che poche partite possono ingannare sul reale valore di un giocatore, che andrebbe seguito per tutta la stagione. Il secondo è che la visibilità di un torneo importante, come l’Europeo Under-21, rischia di far schizzare il costo del cartellino di un giocatore verso vette inimmaginabili solo un mese prima.

Ovviamente non sto qui a parlare dei talenti di Spagna, Germania, Inghilterra e Portogallo anche se qualche volto nuovo, che trova poco spazio in campionato, c’è. Vorrei porre l’accento su Svezia e Slovacchia. La Svezia è la squadra campione in carica. Dico subito che l’attuale rosa è inferiore rispetto a quella che trionfò in repubblica Ceca ma, soprattutto in attacco, c’è da monitorare con attenzione diversi elementi. Nella rosa ci sono tre prime punte. Un anno fa andava di moda Gustav Engvall, classe ’97 ma al Bristol si è un po’ smarrito. In Polonia sta facendo discretamente ma rispetto a quello che prometteva in Svezia non ci siamo. Meglio il colosso Sergio Carlos Strandberg, nato a Goteborg da famiglia originaria del Mozambico. È andato in gol contro la Polonia, è difficile da spostare, ha voglia di emergere. Va seguito. Il più interessante sembra Pawel Cibicki, del Malmö. Corre tantissimo, ha estro ma deve crescere sotto porta. Ma in realtà il più talentuoso è in panchina: si chiama Muhamar Tankovic, è scappato dalla Bundesliga (o forse lo hanno scaricato) e all’AZ ogni tanto fa vedere qualche lampo di classe pura. Ma a volte sembra quasi che ti faccia un piacere a giocare.

Per il centrocampo segnalo gli slovacchi. Uno in particolare, Stanislav Lobotka, 170 cm di puro dinamismo ma anche di buona qualità e, in generale, di una personalità notevole, considerato che ha soltanto 21 anni. È stato strepitoso all’esordio contro la Polonia, un po’ meno contro l’Inghilterra. È il leader del centrocampo del Nordsjaelland in Danimarca. E’ stato un anno nelle giovanili dell’Ajax ma lo hanno messo alla porta. La cosa mi sorprende solo in parte. Conoscendo l’idea di calcio che hanno i lancieri, uno tosto e di fatica come Lobotka può anche non convincere. Anche se in realtà i piedi non sono ruvidi, anzi. Nella Slovacchia mi hanno convinto anche Matus Bero, centrocampista dinamico e di buona qualità del Trabzonspor e Martin Chrien che gioca nel Viktoria Plzen e che ha segnato il gol del momentaneo vantaggio contro l’Inghilterra. Ovviamente non parlo di Skriniar. Credo che in Italia sia già discretamente conosciuto!