Riccardo Gentile

Non c’è che dire, Paulo Sousa aveva abituato troppo bene i tifosi della Fiorentina. La scorsa stagione, quella d’esordio in Italia per l’allenatore portoghese, cominciò con 24 punti nelle prime 11 giornate, senza mezze misure: 8 vittorie e 3 sconfitte. Oggi, pur dovendo recuperare la sfida di Marassi contro il Genoa, i Viola marciano più lentamente: sono 16 i punti in 10 gare giocate,  con 4 pareggi in più rispetto a un anno fa, ma solo due ko. Entrambi per 2-1 a Torino, contro la Juve alla prima di campionato e contro il  Toro il 2 ottobre. Le uniche due sconfitte in 14 gare ufficiali disputate finora. Già, perché se in campionato la i viola viaggiano a ritmo più blando, in Europa League, rispetto a un anno fa, i risultati sono molto più confortanti: un pareggio all’esordio a Salonicco, poi tre vittorie di fila e un’ipoteca sulla qualificazione da primi nel girone già dal prossimo turno.

Alla Fiorentina manca Marcos Alonso

Il tutto senza nessun grande acquisto sul mercato e con un Marcos Alonso in meno da spendere sulla corsia di sinistra. Lo spagnolo, di questi tempi lo scorso anno, aveva già segnato 2 gol e fornito 2 assist vincenti. La Fiorentina 2.0 è di sicuro meno spettacolare e per molti più prevedibile, ma di sicuro più affidabile in fase difensiva. Merito di un Gonzalo Rodriguez meno spregiudicato e più suo agio, dopo un anno di conoscenza, al fianco di Astori. Quest’ultimo ha iniziato alla grande questa stagione. Da non sottovalutare anche l’inserimento del messicano Salcedo che, nelle partite più importanti, viene ormai preferito a Tomovic.

Federico Chiesa Fiorentina

Federico Chiesa, 19 anni

NESSUN TITOLARE, PAULO SOUSA PREMIA CHI STA MEGLIO
Una cosa è certa, quello che colpisce nella Fiorentina è che chiunque giochi sembra essere perfettamente inserito in uno spartito che funziona. E’ una squadra senza stelle,  ma già 9 giocatori diversi hanno segnato almeno un gol. Le scelte di Paulo Sousa premiano chi lavora meglio in allenamento, sono pochi i titolari inamovibili e se c’è da lanciare un giovane, come Federico Chiesa, l’allenatore portoghese non si lascia condizionare dalla carta d’identità.  La classifica ancora non rende merito ai viola, ma non manca nulla a questa squadra per giocarsela alla pari con Milan e LazioJuventus, Roma e Napoli, invece, sono state costruite per obiettivi più prestigiosi. La vera delusione finora si chiama Inter e non certo Fiorentina.