Maurizio Compagnoni

La Fiorentina è una bella incompiuta. E rischia di restare tale fino al termine della stagione. Una squadra che batte Juventus e Roma e sfiora la vittoria anche contro il Napoli non può navigare in una classifica semi-anonima, distante dalla zona Champions e, in parte, anche dall’ Europa League. Eppure la Fiorentina avrebbe tutto per essere protagonista ai massimi livelli, se non proprio da scudetto per le primissime posizioni. Ha una proprietà solida, un direttore sportivo capace, un allenatore preparato e (molto) ambizioso, una squadra di ottimo livello. Ma qualcosa non funziona: troppi punti sprecati contro le piccole e, in generale, un rendimento troppo altalenante. Ci sono partite in cui la squadra è irriconoscibile, vuoti di concentrazione collettiva che sono difficili da spiegare.

Fiorentina-Kalinic-Corvino

Il tecnico viola Paulo Sousa

Nodo Kalinic

Ora, è chiaro, che il futuro immediato della Fiorentina dipende molto da Kalinic. Contro la Juve è arrivata l’ennesima conferma sul talento dell’attaccante croato, sul suo status di giocatore internazionale. Quella di Kalinic è una bella storia e regala la conferma che i budget sono ovviamente importanti ma idee e competenze possono annullare il gap con le squadre più ricche. Kalinic è costato 5 milioni un anno e mezzo fa e ad ora potrebbe andare in Cina per oltre 40 milioni. Sotto l’aspetto gestionale è un’operazione che la Fiorentina è costretta a fare. Il croato ha appena compiuto 29 anni, a quell’età 40 milioni rappresentano una enormità. Rifiutare un’offerta del genere sarebbe scellerato dal punto di vista finanziario. Tecnicamente però la Fiorentina rischia di pagare un pesante dazio. Kalinic è il giocatore più importante a disposizione di Sousa, anche più del (giustamente) celebrato Bernardeschi. Senza Kalinic la Fiorentina rischia di uscire definitamente dalla corsa per un posto in Europa.

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Kalinic esulta dopo il gol alla Juve, forse l’ultimo in maglia viola

Speranza Corvino

E qui entra in gioco Corvino. A Firenze le sue intuizioni vengono chiamate “corvinate”. LA Fiorentina ha bisogno di tre o quattro intuizioni, di scovare talenti che hanno ancora un costo accessibile e che siano in grado di far fare un salto di qualità alla squadra. La società è alla vigilia di uno snodo fondamentale. Con i soldi di Kalinic può imboccare due strade: prendere giocatori normali e accontentarsi di un ruolo marginale o piazzare colpi tipo Kalinic o, per tornare al primo periodo di Corvino, tipo Jovetic, Gilardino e Nastasic. O anche operazioni tipo Cuadrado, Pizarro e Borja Valero della gestione Pradè. In quel caso la Fiorentina potrebbe riprendere a sognare traguardi prestigiosi.

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Prandelli e Corvino ai tempi della prima esperienza del ds a Firenze