Massimo Piscedda

Gianluigi Buffon classe 78 di Carrara, come il suo marmo duro, bello e resistente. A 39 anni compiuti non ne vuole sapere di smettere e debbo dire che non gli si può dar torto. Alla soglia dei 40 sembra che abbia la capacità fisica intatta e soprattutto ha raggiunto l’eccellenza del ruolo. Lo interpreta talmente bene che ormai la palla va da lui e non lui dalla palla. Gli anni lo hanno portato ad avere una concentrazione e previsione di ciò che accade in area di rigore che a volte sulle conclusioni degli avversari, ci arriva senza buttarsi. Ha freddezza e personalità coinvolgente per il reparto difensivo che risponde con attenzione e qualità. Quest’anno, con l’aiuto dei compagni di reparto (di altissimo livello) sta provando a vincere il triplete, soprattutto la Champions League sfiorata due volte con due finali perse (Milan e Barcellona). Ha disputato quasi 700 tra Parma e Juve e circa 160 in Nazionale, detiene un palmarès fantastico, manca solo la Coppa con le grandi orecchie. Un calciatore come lui ha avuto tutto quello che si possa desiderare da questo sport, lui lo ha onorato in campo. Buffon è un patrimonio tecnico per il mondo del calcio e quindi quando deciderà di smettere la più saggia decisione sarebbe quella di continuare a trasmettere il suo grande talento ai giovani portieri.