Stefano Impallomeni

Ci avviciniamo all’uscita di scena. E non sarà un’uscita di scena qualsiasi. Francesco Totti non potrà giocare più con la maglia della Roma. Non potrà più farlo, lui che avrebbe voluto ancora farlo. Differenze sostanziali che spiegano uno stato d’animo condivisibile, un velo di mestizia, perché Totti con la maglia della Roma ci avrebbe giocato fino alla morte. Non andiamo oltre nel giochino del cosa farà. Se giocherà altrove o abbraccerà la sua nuova avventura da dirigente nel club giallorosso. Il suo post su Facebook ha generato dubbi, scatenando interpretazioni di vario genere.

Numeri e immagini di una carriera epica

Totti si diverte e ostenta serenità, dichiarando che lunedì andrà a pesca anziché  prendere di petto una nuova sfida. Cosa sceglierà lo sapremo tra poco. Di quale scelta si tratterà lo sapremo quando parlerà ufficialmente, magari in una conferenza stampa o in una storica intervista esclusiva. Poco cambia. La sostanza ci racconta la notizia vera. Totti non sarà più un calciatore della Roma e questo basta per immalinconire gli amanti del calcio e non soltanto i tifosi della Roma. Al di là dei modi, esistono i tempi. E il suo tempo, su un campo di calcio con la Roma, sta per scadere. A quasi 41 anni, Totti ha compiuto un’impresa. Giocare a quell’età, in quel ruolo, era impossibile farlo. Lui l’ha fatto e l’ha fatto alla grande fino a un anno fa. E prima di questa stagione, che si sta per concludere, era stato capace di fare  quasi sempre gli straordinari. Totti è stato uno dei calciatori più forti della storia del calcio italiano e internazionale. Di ogni epoca. Dai tempi di Piola fino ai giorni nostri. Totti ha segnato 250 reti in serie A da attaccante non puro, 24 in meno di Piola che detiene il record del maggior numero di gol. Con il Genoa toccherà quota 619 presenze in serie A. Nessun calciatore ha partecipato a più edizioni del campionato  (25, come Maldini). Totti è il giocatore che ha segnato più doppiette in serie A (46). Nel 2006 è stato campione del mondo con la maglia azzurra, dopo aver recuperato da un infortunio a tempo di record. Totti è il primo giocatore che ha segnato in 23 edizioni diverse della serie A. A 38 anni e 59 giorni, con il gol al Cska Mosca, Totti è diventato il più anziano marcatore della Champions League. Totti nel 2001 ha vinto lo scudetto con la Roma. Ma Totti, soprattutto, è stato Totti non giocando nei club blasonati e vincenti, sostenuti da bacheche importanti, anche se forse lontano da casa, da Roma, non avrebbe fatto quel che è riuscito a fare.

Totti compleanno
Totti è stato gigantesco e giustamente coccolato, amato all’inverosimile. La sua semplicità e la sua umiltà sono stati i segreti del successo. Ora con queste caratteristiche continui senza titubanze a farsi un’altra carriera. Ad azzerare record e numeri. E resti alla Roma, in un altro ruolo, come è naturale che sia. La Roma senza Totti, ma soprattutto Totti senza la Roma avrebbe poco senso. Continuare a giocare altrove non sposterebbe la sua storia che è stata leggendaria. Anzi, la rovinerebbe, la renderebbe eccezionale, epica, ma non esclusiva. Un quarto di secolo di mille battaglie  non risplenderebbe alla stessa, vecchia, maniera. Totti, nonostante sia ancora un giovane uomo padre esemplare dai valori umani rilevanti, appartiene più al periodo romantico che al progresso dei giorni nostri. Se deciderà il contrario, però, nessuna polemica e lezioni di vita. Se Totti deciderà di continuare a giocare, dovremo rispettarlo. Totti merita grande rispetto. Un rispetto dovuto e sentito a chi ha saputo essere un’eccellenza indiscutibile del suo sport.