Maurizio Compagnoni

Le possibilità che si ripeta quello che è accaduto nel 1992 e nel 2004 con i sorprendenti trionfi di Danimarca e Grecia ci sono. L’Europeo francese sta regalando molte sorprese. La più clamorosa ovviamente è rappresentata dall’Islanda. A mio giudizio può mettere in difficoltà la Francia soprattutto se la grande vittoria sull’Inghilterra è stata superata a livello emotivo. L’Islanda per continuare a stupire ha bisogno di fame, di giocare con quella determinazione che ha spiazzato fin qui tutti i suoi avversari. Ha una grande solidità difensiva e qualche individualità di alto livello come il capitano Gunnarsson, i due Sigurdsson, Sigthorsson e, pur fuori ruolo, l’ex pescarese Bjarnason. Non sarei stupito se gli islandesi mettessero in difficoltà pure la Francia che ha già sofferto con l’Albania, squadra dalle caratteristiche simili.

Il quarto di finale tra Galles e Belgio può già dare l’indicazione di una possibile finalista. Nei giorni delle Brexit politiche e calcistiche il Galles resta l’ultimo baluardo del Regno Unito a questo europeo. Non deve stupire il suo cammino perché a parte la tradizionale compattezza del calcio gallese ci sono delle individualità che possono modificare gli scenari. Bale è un fuoriclasse, per troppo tempo giudicato con sospetto per un cartellino pagato oltre 100 milioni. Personalmente mi stupiscono di più i quasi 20 milioni pagati dal Manchester City per Sterling. Bale è un campione e sta giocando da leader. Ramsey è un altro fuoriclasse, pur di livello inferiore. E poi c’è Allen, un centrocampista che ogni allenatore vorrebbe nella sua squadra. Con tre giocatori così sognare è lecito. Il Belgio ovviamente non può essere considerato una sorpresa. Wilmots, ct mediatico ma a volte incomprensibile nelle sue scelte, ha un potenziale enorme a disposizione. Ha lasciato a casa gente come Chadli, Engels (infortunato), i tre gioielli dell’Anderlecht Praet, Tielemans e Dendoncker. Più un regista raffinato come Kums. Wilmots, senza ridimensionare i meriti di una superba Italia, ha sbagliato tutto nella partita iniziale. Poi, forse guidato dai suoi stessi giocatori, ha rivisto le scelte e corretto i suoi errori. Da quel momento il Belgio ha sempre vinto. La crescita notevole di De Brune e soprattutto Hazard autorizza il Belgio a sognare la conquista del titolo. E non sarebbe di sicuro una sorpresa clamorosa.