Francesco Paolo Traisci

Il caso Giorgi farà scalpore: un giocatore dell’Ascoli, il capitano Luigi Giorgi, subisce una lunga squalifica in seguito al referto di un arbitro, Pairetto Jr, che rileva di essere stato urtato fisicamente dallo stesso. Immagini amatoriali e quindi non ufficiali smentiscono il referto e dimostrano che il contatto non vi sarebbe stato o che sarebbe stato assolutamente accidentale e lieve. Che succede?

Caso Giorgi: fa sempre fede il referto arbitrale

Per il Diritto sportivo nulla cambia (salvo eventualmente qualche sanzione non ufficiale nei confronti dello sciagurato arbitro). Fa sempre fede il referto dell’arbitro. In ossequio all’art. 38, 1 del Regolamento dell’AIA è l’arbitro che vigila sul rispetto delle regole e dirige la gara, controllandone la regolarità tecnica e sportiva. Sicuramente fa fede quanto riportato nel referto e certo non possono costituire prova contraria le immagini non ufficiali sin qui prodotte (ammesso che esistano immagini ufficiali). Obbligo dell’arbitro è quello di redigere a fine gara il referto “nel quale dovrà indicare, tra l’altro, il risultato della stessa, il minuto in cui sono state realizzate le reti, le sostituzioni e i minuti in cui queste sostituzioni sono state effettuate, i provvedimenti disciplinari assunti nei confronti dei calciatori e di ogni altra persona ammessa nel recinto di gioco, qualsiasi altro incidente si sia verificato prima, durante e dopo il termine della gara. L’arbitro dovrà descrivere in maniera chiara le motivazioni dei provvedimenti disciplinari e fornire una descrizione dettagliata degli incidenti eventualmente verificatisi”. Nulla si afferma sulla veridicità dello stesso e su come smentirlo ma in generale vige il principio che esso fa fede.

 

Caso Giorgi: come cambia il Diritto ordinario

Cambia però per il Diritto ordinario. E’ vero che la legge 280 del 2003 aveva riservato agli organi della giustizia sportiva le controversie relative ai comportamenti rilevanti dal punto di vista disciplinare e l’irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive. Quindi ogni strada sarebbe preclusa! Ed invece no: è addirittura intervenuta la Corte Costituzionale con una ordinanza del 2010 secondo la quale, per farla breve, sarebbe possibile proporre dinanzi al giudice statale la domanda per ottenere non già l’eliminazione della sanzione bensì il risarcimento del danno subito dalla sanzione. In altre parole il fatto di non poter giocare per 5 gare causerà a Giorgi un ulteriore danno valutabile economicamente allora potrà chiederne il risarcimento ad un tribunale ordinario. La dottrina e la Giurisprudenza hanno limitato però tale possibilità: sorgerebbe una responsabilità per i danni causati dall’arbitro solo quando il referto risulti non veritiero per dolo o colpa grave. In altre parole se l’arbitro ha semplicemente sbagliato nella compilazione del referto per un errore scusabile nessuna responsabilità; in caso contrario pagherà gli eventuali danni. Ma sarà il giocatore a dover provare il dolo o la colpa grave. Eventualmente anche grazie ad un filmato amatoriale!