Massimo Piscedda

Immaginare un futuro roseo per il calcio italiano è possibile. Si ritiene che le annate calcistiche che sono tra loro a distanza di 10 anni abbiano molte similitudini. Beh, facendo un passo indietro nel tempo, la classe del 1987 ha formato giocatori importanti, che oggi sono protagonisti sia nel nostro campionato che altrove in giro per il mondo. Si possono citare i vari Candreva, Giuseppe Rossi, Cerci, Sirigu, Giovinco, Bonucci, Astori, Antonelli e si potrebbe andare avanti con molti altri nomi. Per non parlare degli stranieri, con campionissimi come Messi, Higuain, Cavani, Pique, Benzema, Fabregas e chi più ne ha più ne metta.

Ebbene, oggi la classe del 1997 sembra avere lo stesso andamento di quella che l’ha preceduta dieci anni fa. Ci sono Chiesa, Calabria, Mandragora, Orsolini, Romagna, Bonazzoli, Barella e tanti altri che, a mio avviso potranno garantire un buon futuro al calcio italiano. Se poi questo futuro sarà vincente in campo internazionale, è difficile da immaginare. I nostri ventenni hanno una grande opportunità e altrettanta fortuna nel poter essere investiti di questa responsabilità, che di recente sembra una patata bollente che rimbalza senza una specifica direzione o rotta. Le speranze sono ormai una questione che appartiene a questi giovani e che loro dovranno cercare di tenere alte, per mantenere vivo quel motore del calcio che si chiama passione.

Il problema è che loro possono solo giocare bene, non possono gestire tutto quello che gli ruota intorno. Quindi sarebbe opportuno che ai giovani calciatori si affiancasse una classe dirigente con capacità e competenza, la quale sia in grado di supportare tutto il movimento, che inevitabilmente dovrà essere rinnovato e appunto ringiovanito. Il patrimonio giovanile Italiano è stato sempre molto importante e quindi il materiale umano c’è e ci sarà sempre. Diventa però quasi obbligatorio svilupparlo con idee innovative (ma neanche tanto), le quali devono fare in modo che le nuove generazioni di fenomeni non nascano ogni decennio, ma con molta più frequenza.