Marco Cherubini

Ci sono tre aspetti della Serie A che mi hanno piacevolmente colpito in questo inizio di stagione. Eccole:

1. Giovani: sono la vera novità di questo inizio di campionato. Sono tanti, vogliosi e determinati. Perché quello della serie A è un palcoscenico che tutti sognano da bambini. Queste prime sette giornate del campionato italiano raccontano (anche) che c’è spazio per chi avrebbe l’età per essere titolare.

2. Il Sassuolo di Di Francesco in primis, ma anche l’Atalanta di Gasperini, il Genoa di Juric. L’idea di un calcio giovane e piacevole, che può restituire al nostro pallone una dimensione interessante. E poi l’attacco, la voglia di far gol. In un campionato, come quello italiano, dove vince quasi sempre chi ne prende di meno, la voglia di fare gol predomina sui tatticismi. Certo, i cultori dell’equilibrio inorridiscono di fronte a tutto ciò, ma se uno non è tifoso e si vede Roma-Inter , tanto per fare un esempio, o Milan-Sassuolo, si diverte. Si diverte eccome.

3. Francesco Totti, quarant’anni di gloria, vissuti con la determinazione di un veterano e l’incoscienza di un debuttante. Giocate raffinatissime in un palcoscenico sempre avido di spettacolo esaltanti. La sua storia contemporanea somiglia a un romanzo infinito, dove la bellezza la fa da padrona.

ALTRE COSE, INVECE CHE ANDREBBERO RIVISTE

1. Perché Maurizio Sarri, maestro di calcio, si ostina a celebrare senza se e senza ma la supremazia della Juventus?
Quale strategia si cela dietro un’analisi condivisibile, ma che certo rischia di demotivare l’ambiente, visto che il Napoli è forse l’unica squadra a cui concedere il beneficio di avversario competitivo della Juventus per lo scudetto? L’autostima del gruppo forse non viene proprio esaltata dal celebrare ogni volta la superiorità dei bianconeri.

2.
Il vizio tipicamente italiano di bollare in tempi brevissimi gli allenatori stranieri come inadeguati. Adesso tocca a Frank De Boer. Arrivato a due settimane dal campionato, con giocatori assemblati a campionato già iniziato, sfrigola già sulla graticola come se l’Inter del passato, da Mazzarri a Mancini, passando per Benitez, avesse vissuto fantasmagorici momenti di gloria.

RIFLESSIONE FUORI CLASSIFICA
Capitolo a parte lo merita la Juventus. Vince, fa turn over, pensa in grande e vive la tribolazioni di chi è obbligata sempre e comunque a fare la cosa giusta. Ma sembra davvero attrezzata per arrivare più avanti possibile in Champions, il traguardo annunciato. La grande scommessa Higuain è già praticamente vinta. Anche se i calcoli alle idi di ottobre non sono quelli di fine maggio.