Massimo Piscedda

La Nazionale italiana esce dal doppio confronto per le qualificazioni con un bottino tutto sommato era prevedibile. Non era pensabile la fatica per raggiungerli, in particolare la vittoria con la Macedonia la quale sembrava una squadra di livello inferiore rispetto agli Azzurri. Si è parlato di un’Italia giovane, ma non è stato così. La media in campo era di oltre 27 anni . Tolto Romagnoli, classe ’95, gli altri considerati giovani hanno 22 anni (Bernardeschi), 23 anni (Belotti) e 24 anni (Verratti e De Sciglio). Cinque in una rosa di 23 giocatori, quindi non possono essere loro, a mio avviso, l’anello debole. Il problema serio, invece, è che tanti giocatori azzurri hanno pochissima esperienza in campo internazionale. A 23 anni non si è più giovani, anche se si può ancora partecipare al campionato Europeo Under 21. Questo è un gap che in futuro bisognerà colmare. Verratti non è tanto inesperto da fare un errore così banale che ti costa un gol. E’ al terzo anno di Champions League. Bernardeschi ha già disputato un Europeo, così come De Sciglio. Parolo, Immobile, Bonaventura, Sansone, Florenzi, sono tutti giocatori con poca esperienza. Il lavoro di Ventura sarà quello di portare, tra due anni, questi giocatori ad essere competitivi per un Campionato del Mondo, dove diventerà tutto più difficile.