Redazione

Un doppio ritorno in meno di quattro giorni Gonzalo Higuain non se lo sarebbe mai immaginato. Archiviata la prima di campionato, tra fischi e indifferenza, stasera sarà di nuovo al San Paolo, con la maglia della Juventus, per la semifinale di ritorno della Tim Cup. Il giocatore è sereno, ha snobbato la ex squadra dichiarando di aver scelto i bianconeri per vincere la Champions, ma nelle ore che precedono il match ha chiamato il suo fruttivendolo di fiducia. Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Ecco come l’hanno vista due telecronisti d’eccezione, Maurizio Compagnoni di SkySport, e Marco Piccari di Premium Sport.

MAURIZIO COMPAGNONI: “Il primo ritorno del Pipita è andato. Tra bordate di fischi e insulti spesso pittoreschi. Tutto nella logica delle cose. Chi auspicava un’accoglienza cordiale vive fuori dal mondo. Chi, giustamente, confidava in un atteggiamento ostile ma civile è stato accontentato. Direi che le cose sono andate bene. C’è stata l’esternazione di un rancore scatenato dalla rottura traumatica di un amore che era stato travolgente, passionale e che era finito all’improvviso. La partita di Higuain è stata complicata. Non tanto per i fischi, quanto per l’atteggiamento molto prudente della Juve. Spesso si è trovato isolato davanti, con il compagno più vicino a 15 metri. Ha giocato con apprezzabile determinazione, nel primo tempo ha regalato un numero da campione, quando ha infilato Hysaj, partendo dalla linea si fondo campo. Di più non poteva fare. Magari avrà un po’ invidiato Mertens nel vedere quanti palloni danza vano dalle sue parti. Del resto nei 36 gol della passata stagione, oltre al suo talento indiscutibile, c’era il lavoro di una squadra che mette i suoi attaccanti in condizioni privilegiate. Higuain ha fatto una scelta difficile. E andato alla Juve non per soldi perché De Laurentiis gli avrebbe garantito lo stesso ingaggio. E’ andato alla Juve per inseguire un traguardo prestigioso: la Champions League. Un trofeo che non ha mai vinto, neanche con il Real Madrid. La sfida con il Barcellona si avvicina. E lì Higuain inizierà a capire se la sua scelta e stata sbagliata o giusta. Intanto stasera, di nuovo al San Paolo, c’è da portare a casa una finale di Coppa Italia”.

MARCO PICCARI: “Al San Paolo si sono rincontrati ma ormai tutto è cambiato. Il bomber con la maglia dei grandi rivali, il mister alla guida di un gruppo di folletti scatenati che anche senza il loro gigante continuano a divertire. Tra i due nessuna parola solo qualche incrocio di sguardi, ma in quello stadio entrambi avranno ripensato ai momenti passati insieme. I gol, le giocate e la magia del San Paolo, nata un giorno all’improvviso, sarà tornata a vivere nei loro cuori. Higuain è sommerso dai fischi mentre Sarri è immerso nei suoi schemi. La partita va ma niente è come prima. El Pipita è solo contro tutti, isolato dai vecchi tifosi e poco considerato dai nuovi compagni. Gonzalo lotta ma i palloni non arrivano la Juve è tutta dietro a difendere e lui è da solo in attacco a prendere solo fischi. Il bomber arranca e non sorridere, magari vedendo i suoi ex compagni attaccare avrà pensato a quelle sere magiche del San Paolo, dove i palloni arrivavano da tutte le parti. Maledetta nostalgia! E Sarri? Il mister è in piede e osserva. La sua squadra produce gioco, pressing alto, 17 cross su azione, 730 passaggi, ma il gol fatica ad arrivare. Ok segna Hamsik però difronte ad una simile mole di gioco, con Gonzalo sarebbe stato tutto diverso. Sarri continua a prendere appunti e Higuian continua a rimanere solo. Il muro della Juventus alla fine porta a casa un punto che sa molto di scudetto, ma al fischio finale è stato impossibile non pensare a quei due. Una coppia perfetta separata dal dio del calcio, che un giorno all’improvviso ha deciso di allontanarli per sempre.  Il più forte attaccante, con il più forte mister: che coppia! Un peccato non vederli più insieme. Questa sera altri 90 minuti uno di fronte all’altro”.

L’ultimo gol di Higuain con la maglia del Napoli.