Massimo Piscedda

Josè Ernesto Sosa, argentino classe ’85, è l’ultimo acquisto del Milan. Centrocampista giramondo che non ha mai trovato la collocazione giusta e a dispetto dei santi (Montella) cerca il rilancio in Italia, campionato che ha già conosciuto in quel di Napoli, cinque anni fa. Che dire, ormai ci sono giocatori che appartengono a quella categoria che pur giocando poco, guadagnano molto e soprattutto fanno guadagnare il cosiddetto entourage. Il mistero è perché si sceglie ancora (a livello tecnico) questi tipi di giocatori. I quali la storia dice che costano, guadagnano molto, non sono affidabili, vengono considerati titolari quando si acquistano per poi essere relegati in panchina come appunto è successo a Sosa protagonista nella sua carriera solo in Ucraina al Metalist.

sosa

Montella rimane un uomo solo, come tanti allenatori che oggi vogliono allenare. Sono ben pagati, alcuni hanno anche la responsabilità di grandi club ma la campagna acquisti non è più cosa loro. In quel caso le dinamiche cambiano e di molto rispetto a diversi anni fa. Dirigenti, procuratori, direttori generali e qualche presidente si tuffano in questo business che alla fine di miglioramento tecnico c’è poco, molto poco, generano delle situazioni dove solo loro sanno perché sono state portate a termine, ignari dei giudizi di chi alla fine li dovrà allenare, anche se chi si allena è ben pagato per essere soprattutto aziendalista. Il calcio cambia, i ruoli cambiano, le persone cambiano, in questo ambiente che tutto ricorda meno i valori per cui è nato: onestà e passione.