Maurizio Compagnoni

Ovviamente non siamo ai livelli del dibattito Rivera/Mazzola di Messico 1970 ma la probabile esclusione di Insigne dalla formazione che affronterà la Svezia sta dividendo l’Italia calcistica. A quale partito mi iscrivo? Questa volta a quello di Ventura. Sia chiaro, ritengo Insigne il miglior giocatore italiano di movimento. Dunque, ha davanti solo un mostro sacro come Buffon. È diventato un giocatore completo e anche molto concreto in fase realizzativa. Eppure, per la partita di Stoccolma ci si può anche rinunciare.

È una sfida dove non bisogna incantare, ma soprattutto non bisogna sbagliare. Se Ventura ritiene che in questo momento il 3-5-2 con la BBC dietro e un centrocampo folto siano le soluzioni migliori per andare al Mondiale, fa bene a infilare questa strada. Insigne, con lo straordinario talento di cui dispone, potrebbe anche giocare seconda punta, ma Zaza, che ha sicuramente meno talento del napoletano, è in un momento in cui fa gol anche se inciampa. E di questo ha bisogno il CT. Poi, è chiaro, tutto può sempre cambiare in corso di partita.

Credo di intuire il ragionamento di Ventura. Siamo più forti della Svezia, abbiamo più qualità e più esperienza internazionale. Il pronostico è dalla nostra parte. Possiamo andare in grossa difficoltà solo cercando soluzione ardite, con evidenti rischi. Quando hai uno spareggio e sei, almeno sulla carta, più forte, non puoi permetterti di rischiare. Meglio andare sull’usato sicuro. E allora va bene la difesa a tre, con la BBC che gioca a memoria. Va bene il centrocampo a cinque per fare più densità. E vanno bene le due punte.

Insigne in maglia azzurra

L’Italia si è smarrita dopo la batosta del Bernabeu. Forse c’erano delle attese esagerate. Era normale perdere con la Spagna, magari sarebbe stato preferibile con una prestazione diversa  ma ci può stare anche il 3 a 0. Il risultato strano (un capolavoro di Conte) fu la vittoria all’ultimo Europeo. Probabilmente c’eravamo illusi di avere una nazionale al livello delle più forti. Non è così. In questo momento siamo in seconda fascia, dietro almeno sei nazionali, forse otto. Ma siamo più forti della Svezia, che non ha più Ibra ma ha dei giovani interessanti, che hanno trionfato all’europeo Under-21 del 2013.

In questo momento abbiamo una nazionale zoppicante, che però è in grado di portarci al mondiale. Dobbiamo superare questo spareggio. Poi in sei mesi potrebbero cambiare tante cose, soprattutto in meglio. Nuovi protagonisti potrebbero affacciarsi alla ribalta. Chi non è un ragazzino ricorda l’esplosione di Paolo Rossi e Cabrini prima del mondiale ’78. Magari due così al momento non si vedono, ma ragazzi come Pellegrini, Bernardeschi, l’incognita Berardi potrebbero fare il salto di qualità. E Ventura potrebbe costruire una nazionale diversa, trovando il modulo migliore per il mondiale di Russia, con i giocatori più talentuosi dentro. A cominciare, naturalmente, da Lorenzo Insigne.