Maurizio Compagnoni

Il passaggio dell’Inter al gruppo cinese Suning credo che sia una buona notizia per i tifosi nerazzurri. E’ ovvio, il giudizio si basa su sensazioni e poco più. Ma in un momento in cui i grandi club europei finiscono nelle mani di colossi finanziari, è un bene che anche le nostre squadre di vertice entrino in questo giro. Restarne fuori, significherebbe abdicare a un ruolo da protagonisti nel panorama internazionale.

Le prime mosse strategiche dei cinesi

E’ chiaro che molto dipenderà da come si muoveranno gli uomini di Jindong Zhang, l’uomo al vertice del colosso cinese. Sarà fondamentale scegliere il management giusto, non solo nel comparto sportivo. Ritengo che l’idea di inserire in rosa un calciatore cinese sia giusta. Immaginate quali ripercussioni a livello di marketing potrebbe avere una mossa simile sull’immenso mercato cinese. L’Inter ha necessità di aumentare gli introiti, di alzare in modo consistente il fatturato per spazzare via la spada di Damocle del fairplay finanziario che, almeno inizialmente, dovrebbe condizionare le operazioni sul mercato del nuovo gruppo. L’Inter, per tornare ai livelli del 2010, anno del triplete, deve far arrampicare il fatturato, crollato nelle ultime stagioni, verso quota 300 milioni. E’ chiaro che, al di là di un occhio importante al mercato cinese, il gruppo Suning dovrà investire bene i capitali e riportare l’Inter ad alto livello, almeno a conquistare un posto in Champions League. Restare fuori dalla principale coppa è un disastro a livello di immagine, impedisce di arrivare ai grandi giocatori. Non solo per questione di budget, certi giocatori se non hai la vetrina della Champions, neanche si siedono a trattare. Per il gruppo Suning il lavoro da fare è notevole. Di sicuro i cinesi hanno la forza finanziaria per fare bene. Ora dovranno mettere in campo anche le competenze. Senza quelle, i soldi non basterebbero.