Maurizio Compagnoni

Non segnava 7 gol in una partita di campionato dalla sfida contro il Sassuolo del 2014. Non siamo ai livelli della Pazza Inter di qualche anno fa ma di certo l’andamento dei nerazzurri non è un esempio di regolarità. Nel bene e nel male. Contro la Roma era arrivata una sconfitta che aveva spazzato via tutte le certezze accumulate durante la gestione Pioli. Un risultato che aveva sollevato pesanti dubbi sulla conferma dell’allenatore, fino ad allora già proiettato sul futuro. Poi è arrivata la convincente vittoria di Cagliari, ma si era detto contro un avversario spesso arrendevole in trasferta e, soprattutto, senza reali motivazioni di classifica. I dubbi sono stati cancellati dal trionfo sull’Atalanta. Squadra che stava andando a mille, avanti in classifica e che solo due settimane fa si era imposta al San Paolo contro il Napoli. In pratica uno scontro diretto per l’Europa. Per gli orobici si tratta della peggiore sconfitta in serie A dal 9-3 contro il Milan dell’ottobre 1972. In una delle loro stagioni migliori. Qualcosa vorrà dire. Per l’Inter si intende.

icardi segreto inter

Il primo gol di Icardi contro l’Atalanta.

Ora qualcuno dirà che è stato troppo facile (i nerazzurri milanesi non segnavano 5 gol in un primo tempo di Serie A da Sampdoria-Inter del marzo 1964). Ok, ma non certo per colpa dell’Inter. La squadra di Pioli nel primo tempo ha dato una impressionante prova di forza. Tra l’altro c’è una ricchezza delle rosa che sembra prefigurare scenari interessanti per il finale di stagione dove (in altre squadre) c’è chi potrebbe pagare dazio alla stanchezza, mentre l’Inter è in grado di attingere a nuove risorse, di grande livello. Un nome su tutti: Ever Banega. Oggetto misterioso fino a qualche settimana fa. Pioli ha avuto pazienza, il giocatore non ha mai mollato. E ora si sta rivedendo il centrocampista che aveva trascinato il Siviglia ai trionfi in Europa e che nella nazionale argentina gioca quasi sempre titolare. Per l’Inter, tuttavia, il giocatore chiave resta Mauro Icardi, che ha messo lo zampino in 28 marcature in questo torneo (20 gol, otto assist): un record in questo campionato.

IMPOSSIBILE FERMARE ICARDI
Icardi segna tantissimo, è diventato un leader e da qualche tempo ha capito l’importanza di giocare per la squadra. Icardi in questo momento è tra i primi cinque centravanti al mondo. D’accordo che Bauza, ct dell’Argentina, naviga nell’abbondanza ma l’ostracismo al capitano dell’Inter non ha nessuna spiegazione logica. Pioli se lo coccola e con lui proverà a portare l’Inter in Champions anche se il distacco resta consistente, considerando che mancano 10 giornate alla fine del campionato. Certo che se il tecnico fosse arrivato prima, magari subito dopo l’esonero di Mancini, ora l’Inter sarebbe (quasi certamente) in un’altra posizione di classifica. Ma i cinesi hanno avuto bisogno di tempo. E adesso il gruppo dirigenziale italiano, nel quale rientra Zanetti, spingendo tantissimo per Pioli, ha guadagnato un bel po’ di punti agli occhi della famiglia Zhang. E per il futuro immediato questa è un’ottima notizia.