Maurizio Compagnoni

La sconfitta in Europa League contro l’Hapoel ha spazzato via quell’autostima che l’Inter si stava costruendo dopo la sofferta ma importantissima vittoria di Pescara. De Boer si sente circondato dallo scetticismo e l’alibi della preparazione sbagliata di Mancini, a settembre inoltrato, non regge più. Ecco che la partita con la Juve diventa uno spartiacque fondamentale per l’allenatore olandese.

Manca un centrocampista di qualità

La nuova proprietà cinese gli ha consegnato una squadra potenzialmente molto forte ma con un paio di ruoli scoperti. Manca un terzino, in attesa del recupero di Ansaldi, e soprattutto un centrocampista di qualità in mezzo. Per spazzare via il campo da possibili equivoci dico subito che uno come Medel ci sta nella rosa dell’ Inter. Mi riesce più difficile immaginare in una squadra da scudetto una maglia da titolare fisso per il cileno ma in teoria ci può stare anche questo. Il problema è che Medel dovrebbe fare il gregario, non il leader del centrocampo. E’ chiaro che il problema dell’ Inter non è solo lui, che poi è uno di quelli che in campo dà tutto. La squadra non è squadra, nel senso che al momento i giocatori sembrano solisti che provano a cercare un’intesa. E qualche solista non decolla come Candreva e Perisic. O due esterni nel 4-2-3-1 di De Boer sono fondamentali ma al momento non incidono. Ecco che la partita con la Juve per l’Inter è una trappola insidiosa ma anche una straordinaria occasione. Se l’Inter dovesse perdere male andrebbe in discussione tutto il progetto e la posizione di De Boer in particolare. In caso invece di un grande risultato si aprirebbero nuovi scenari e della sconfitta con l’Hapoel non importerebbe più nulla.

L'esultanza di Maicon dopo il gol nell'ultimo derby d'Italia casalingo vinto dall'Inter nel 2010

L’esultanza di Maicon dopo il gol nell’ultimo derby d’Italia casalingo vinto dall’Inter nel 2010