Maurizio Compagnoni

Il Derby d’Italia ha regalato molti spunti. Parto dall’Inter. Come ho sottolineato in telecronaca una vittoria e una prestazione così potrebbero proiettare l’Inter in una nuova dimensione. E’ chiaro che ci vorranno delle conferme immediate. Se l’Inter dovesse sbagliare le partite con Empoli e Bologna tornerebbe di nuovo a infilarsi in un tunnel pieno di dubbi. Ma la vittoria sulla Juve ha dimostrato che la squadra a disposizione di De Boer è forte, non credo da scudetto, ma sicuramente capace di lottare per un posto in Champions League.

Con un Icardi così l’Inter può volare

Con un Icardi così, ovviamente, è tutto più facile. L’argentino contro la Juve è stato superbo. Non solo per il gol e per l’assist, ma anche per la carica che ha messo nella partita. Si è comportato da vero capitano, ha dato un segnale ai suoi compagni di squadra. Ma il salto di qualità, rispetto al passato, l’Inter lo sta facendo in mezzo. Gli arrivi di Banega e Joao Mario hanno trasformato il reparto. In passato povero di idee e di qualità. Adesso l’Inter in mezzo sa come giocare il pallone, è cresciuto il possesso palla e, in generale, la qualità della manovra. Anche a Pescara, pur con qualche perplessità sulla fase di copertura, l’Inter era apparsa in crescita. Adesso deve continuare nel percorso di crescita per non vanificare l’impresa di domenica. Perché le grandi squadre si vedono soprattutto nella continuità.

DIFFICILE RINUNCIARE A HIGUAIN
La Juve è stata fatta oggetto di tantissime critiche. A volte anche esagerate. E’ il dazio che deve pagare una squadra che ha abituato tutti negli ultimi tempi a vincere sempre o quasi. Forse è anche una conseguenza dei commenti, a volte estasiati, sul mercato che hanno dipinto la Juve come una corazzata insuperabile, in Italia e in Europa. Allegri giustamente si era tolto qualche sassolino dopo il pari con il Siviglia ricordando che in Champions ci sono almeno altre quattro squadre fortissime. Poi è arrivata la sconfitta con l’Inter che, se presa per il giusto verso, potrebbe rivelarsi una fortuna per la Juve. Un po’ quello che accadde con la sconfitta allo Stadium nel novembre 2012, sempre contro l’Inter, che consentì alla Juve di Conte di ritrovare la determinazione smarrita. La prestazione di San Siro non è stata esaltante, per certi aspetti deludente ma neanche così negativa. Che la Juve possa perdere ogni tanto ci sta, a maggior ragione contro la miglior Inter degli ultimi due anni. Magari sarebbe stato interessante vedere la Juve dal primo minuto con Higuain. Ma questa partita ormai è agli archivi. La Juve deve ritrovare fame e brillantezza. Il tifoso juventino depresso guardi quello che accadeva un anno fa e ritrovi il sorriso. Del resto le squadre di Allegri non sono mai partite a razzo.