Bobo Craxi

Sabato 15 aprile è alle porte il primo derby cinese di Milano della storia. A pensarci fa un po’ effetto, ma d’altronde l’abitudine alle cose che cambiano nel calcio dovrebbe essere la regola, non l’eccezione.

É un’eccezione invece il derby giocato nel mese di aprile. Non è accaduto molte volte nella storia e quando è accaduto sono sempre state partite contrassegnate da una certa originalità. Nel 1955 per esempio, quando il Milan vince lo scudetto riuscendo ad agganciare il pareggio a soli sei minuti dalla fine con un gol di Nordhal staccando definitivamente l’inseguitrice Udinese, che giunge seconda e poi retrocede per mano del giudice sportivo. Il 3 aprile di dieci anni dopo è l’Inter, che si appresta a vincere la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, a superare il Milan a 10 minuti dalla fine, con un gol di Domenghini dopo che Amarildo aveva pareggiato la rete iniziale di Bedin. Esattamente un anno dopo la grande Inter schianta un piccolo Milan per quattro gol a zero.

“Spillo” Altobelli durante un derby degli anni Ottanta.

Per rivedere giocare un derby nel mese di aprile bisogna attendere vent’anni. Nel frattempo è successo quasi di tutto. Il Milan è ancora nella convalescenza post-retrocessione ed è passato nelle mani berlusconiane, ma ancora stenta nel recuperare credibilità interna ed internazionale. L’Inter non è da meno. Arriva un punto sopra il Milan alla fine del campionato, ma da diversi anni non riesce più a vincere campionati. È l’Inter di Altobelli, Tardelli, di Baresi fratello,dell’inglese Brady, di Zenga e Bergomi, con Collovati ex di lusso. In panchina siede tale Minaudo. È la sua la prima ed ultima rete con i nerazzurri. Si incunea di testa su un cross dall’angolo, riuscendo a rianimare i 70.000 spettatori caduti in una catalessi da sbadiglio per lo spettacolo più che mediocre.

Il Milan restituisce lo sgarbo due anni dopo. Finisce due a zero, ma per i valori in campo la partita poteva andare anche peggio. È il Milan degli olandesi Gullit e van Basten. Il riccioluto attaccante sfonda la rete alla fine del primo tempo, mentre sull’errore di Passarella, il campione argentino venuto a svernare a Milano, Pietro Paolo Virdis segna un gol a porta vuota. La stracittadina è propedeutica al finale travolgente, che vede il sorpasso sul Napoli. Il 30 aprile dell’anno successivo il derby è sonnacchioso sul terreno di San Siro ridotto ad un campo di patate. Le due squadre non vanno oltre lo zero a zero. D’altronde l’Inter si appresta a vincere lo scudetto e il Milan a giocare la finale di Coppa Campioni a Barcellona. 

L’esultanza di Pietro Paolo Virdis

Il derby del 18 aprile del 1992 è quello che tutti vorrebbero vincere, con Massaro che sblocca il risultato ad un minuto dalla fine. Il Milan trionferà quell’anno, conquistando il primo della serie dei tre scudetti targati CapelloL’anno successivo lo scontro cittadino è decisivo per il titolo, con l’Inter che rincorre ma soltanto vincendo potrebbe raggiungere il Milan. I rossoneri vanno in svantaggio nel primo tempo ma Gullit sotto la pioggia conquista il pareggio, facendo svanire i sogni di gloria interisti. Il 13 ed il 15 aprile del 95 e del 97 é l’Inter, sempre con un severo 3-1, a schiantare il Milan che attraversa la crisi più difficile dell’era berlusconiana. Se il goal di Nicola Berti che tramortisce fra palo e traversa il portierone Rossi fa ancora sognare i tifosi neroazzurri, anche la tripletta dell’anno successivo con un goal di rapina di Maurizio Ganz, che passerà qualche anno dopo sull’altra sponda, rimane negli annali calcistici. Come d’altronde il goal della bandiera di Roberto Baggio, uno dei pochi giocatori ad aver segnato un gol nel derby giocando con entrambe le maglie. Quel derby dell’aprile del ’97 può essere a buon titolo ricordato dai tifosi rossoneri perché il Milan gioca per la prima volta in una stracittadina con la maglia bianca, anomalia che a causa dei risultati non si è mai più ripetuta.

Nel 2003 è Pippo Inzaghi a compiere una vera e propria rapina su improvvisa ripartenza e a portare così a due i derby vinti dal Milan in quell’annata. Due anni più tardi il derby assunse un significato del tutto particolare. Infatti nel mese di aprile si svolge la rivincita europea fra le tue squadre della città. Due anni prima nella semifinale di Champions’ League al Milan bastarono due pareggi per poter partecipare alla finale di Manchester con la Juve. In quest’occasione le due squadre si incontrano ai quarti di finale. Anche all’Inter non porta bene la maglia bianca da trasferta. Una testata dell’olandese Stam ed un goal di Shevchenko rendono il ritorno in casa dell’Inter ancora più complesso e difficile. L’ucraino replica con un magistrale colpo di biliardo da fuori area e la curva interista, presa da sconforto, all’inizio della ripresa dà il peggio di sé. Inizia un lancio di petardi alla volta del malcapitato portiere brasiliano Dida che si accascia al suolo e non si riprende più. Ai rossoneri viene assegnata la vittoria a tavolino e sugli interisti cala un velo di vergogna.

Immagini dei derby dell’inizio del terzo millennio

Da allora grosso modo il mese di aprile ha portato bene al Milan. Kaladze rompe un digiuno da derby che é durato in tutto il periodo aureo dell‘Inter del tripleteil 2 aprile del 2011 il Milan sventa definitivamente la rincorsa nerazzurra al titolo, guidata dal grande ex allenatore e giocatore Leonardo, schiantando per tre a zero gli avversari con una doppietta di Alexandre Pato. L’ultima occasione del mese di aprile è un classico dei classici, lo zero a zero che segnala più di tante parole lo stato di salute del calcio milanese nel 2015.

Per questa ragione quello di quest’anno è un derby atteso. Sarà uno dei più visti di tutti i tempi perché raggiungerà ogni continente e non a caso verrà giocato ad un’ora piuttosto insolita per i tifosi milanesi. Come insoliti saranno i proprietari che si stringeranno la mano in tribuna. Come insolito è il destino di questa stracittadina, che ha quasi sempre deciso le sorti del campionato e che di questi tempi deciderà a malapena le sorti di ciascuna delle due squadre che lottano entrambe per un posticino in Europa League. D’altronde il proverbio che recita “d’Aprile non ti scoprire” indica che le carte di entrambe non sono ancora a disposizione. Non resta che attendere per giudicare.