Redazione

Un’altra sconfitta molto amara. L’ennesima allo Juventus Stadium, la terza nel giro di poche settimane nelle tre competizioni. Madrid, Atalanta e Juve: il Napoli ne esce con le ossa rotte e all’improvviso vede la propria stagione compromessa su tutti i fronti. Difficile ribaltare il risultato di Champions, altrettanto complicato battere la Juve con due gol di scarto senza subire gol nella sfida di ritorno. E sabato arriva la partita dell’Olimpico contro la Roma. In caso di sconfitta gli azzurri finirebbero a 8 punti dal secondo posto. Le prospettive del finale di stagione a quel punto cambierebbero in maniera drastica. Marco Giordano è un giornalista sportivo di Radio CRC, una delle emittenti più apprezzate del capoluogo campano, dove si respira e si parla di calcio tutti i giorni. Chi meglio di lui può raccontarci come la città stia affrontando questa fase delicata?

Intervista a Marco Giordano (Radio CRC)

Il calcio dà e poi all’improvviso toglie. Che succede al Napoli?
La città è stanca, un canovaccio già visto. Il Napoli è una bella speranza, non una illusione, ma alla prima difficoltà si traballa e basta poco per scivolare. Manca sempre un ultimo passo per poter fare il grande salto. Questo porta l’ambiente ad avercela con una società che forse non è pronta per il grande salto.

C’è ancora la sensazione di aver subito un’ingiustizia a Torino?
C’è rabbia, ma se ne parla con grande civiltà. A volte c’è stata qualche parola sopra le righe ma mai un atteggiamento che faccia pensare a qualcosa di pericoloso. Insomma, nonostante i tweet del club, i giornalisti della Rai possono stare tranquilli. Il pubblico partenopeo sta cambiando, nella trasferta di Madrid i 12 mila napoletani presenti hanno incassato i complimenti della prima cittadina madrilena per il calore del tifo e il comportamento.

Ma a Torino è stata tutta colpa dell’arbitro? E con il Real? Con l’Atalanta?
I tifosi riconoscono i limiti della squadra, sono i primi a essere critici. Ma alcune ingiustizie pesano. In tanto in radio hanno mandato messaggi in cui minacciavano di non voler più seguire il calcio, di voler riconsegnare gli abbonamenti. Le persone soffrono il potere, la sudditanza, è un sentimento umano.

Tra De Laurentiis e Sarri come vanno le cose?
Non mi sento di dare giudizi definitivi. De Laurentiis è un uomo di spettacolo, da lui dobbiamo aspettarci sempre un possibile “coupe de theatre”. Come fa Sarri a dire di no al presidente se gli verrà fatto un discorso chiaro sugli investimenti?

Che finale di stagione sarà per il Napoli?
Ci sono ancora 12 fondamentali partite di campionato. E le gare di coppa da giocare. L’obiettivo più alla portata è il mantenimento del terzo posto con visuale sul secondo, dipende dalla sfida con la Roma. Battere il Real e passare il turno è una sfida al limite dell’impossibile. Battere la Juve al ritorno in Coppa Italia, con una performance maiuscola, con il San Paolo pieno, non è un’impresa assurda. Il ritorno si giocherà a pochi giorni di distanza dalla sfida di campionato, tanto che forse la Juve resterà a Napoli in quei giorni (il 2 aprile la partita di campionato e il 4 quella di Coppa Italia, ndr). Aspettiamo di capire il momento delle due squadre.

Un commento sull’assurda vicenda di Quagliarella e il suo ritorno invocato a Napoli?
Sui social proliferano pagine sul suo ritorno a Napoli. Io sono d’accordo con il mio direttore Auriemm: sarebbe bello rivederlo una volta sola con la maglia del Napoli, ma la storia è storia e non può essere riscritta.