Massimo Piscedda

Simone Inzaghi ha la meglio su Spalletti. E’ accaduto ancora e con merito, personalmente non ne farei un confronto tra i due allenatori su chi è più bravo o meno, ma sulla capacità di far rendere la squadra al meglio delle proprie caratteristiche. Il romanista non riesce a capire che far giocare in quel modo la squadra, dando compiti di costruzione a giocatori che non hanno capacità per farlo e parlo della linea difensiva, agevola e fa emergere quelle che sono le caratteristiche degli attaccanti laziali, i quali aspettano solo che la compattezza dei reparti (centrocampo e difesa) conquisti palla per ripartire in campo aperto. Due mentalità: una ostinata a fare quello che non può e l’altra tradizionale e concreta. La differenza tra i due allenatori è tutta lì. Questa categoria (allenatori) ormai si è talmente livellata che ognuno può far tutto e niente. Tutti gli allenatori possono far giocare bene la propria squadra con i concetti che a Coverciano ti insegnano, anche il Pescara all’inizio di campionato era piacevole da veder giocare, ma il difficile era fare risultato. Montella e Paulo Sousa sono due allenatori accreditati più di Inzaghi ma non sono vincenti, quindi chi pensa di saper giocare bene ma non vince deve essere considerato come un allenatore che rientra in quel livello, anzi  se perde punti nei momenti importanti (vedi Milan con Empoli e Crotone) o Fiorentina (Palermo), forse è il caso di ridimensionare i giudizi dando  merito a chi merita, anche giocando un calcio tradizionale ma vincente! Allegri docet.