Maurizio Compagnoni

Ci tocca di nuovo la Spagna. Come nella finale di quattro anni fa in Israele. Allora arrivammo a pezzi atleticamente, dopo aver sudato in semifinale con l’Olanda. Questa volta rischiamo di pagare dazio alle fatiche fisiche e mentali contro i tedeschi. Speriamo di no, perché gli spagnoli già sono più forti tecnicamente e in caso di gap atletico non ci sarebbe storia.

Pronostico chiuso? No, perchè aver giocato una partita così tirata pochi giorni prima potrebbe rivelarsi anche un vantaggio. Il non aver staccato la spina può rappresentare un aiuto. Arriviamo a questa partita avendo ritrovato entusiasmo e autostima, pur consapevoli che gli spagnoli sono ampiamente favoriti. Sanno di essere i più forti e chissà che anche questo non si trasformi in un fattore positivo. I nostri avversari hanno tantissimo talento, ma sono anche un po’ presuntuosi. Inconsciamente credono di aver già vinto. Trovare un’opposizione tenace potrebbe picconare le loro sicurezze e mandarli in confusione.

Sarà fondamentale per Di Biagio fare le scelte giuste per i sostituti di Conti e Berardi. Soprattutto quest’ultimo. Io andrei su Petagna. Questa partita la possiamo vincere pressando alti e ripartendo con efficacia. Dobbiamo tenere la loro difesa impegnata e non lasciargli l’iniziativa sempre. E poi non abbiamo nulla da perdere. Se la partita procede in equilibrio. la pressione diventa tutta degli spagnoli.