Bruno Tucci

Ora, c’è davvero il rischio di non andare ai mondiali. Gli azzurri sono stati battuti dalla Svezia nella partita di andata e adesso occorre un miracolo nel match di Milano se si vuole staccare il biglietto per la Russia. Non ci sono attenuanti, l’Italia ha giocato male e Ventura non ha saputo cambiare in corsa una formazione che lasciava molto a desiderare. D’altronde, gli scricchiolii non si sono avvertiti solo oggi. È da tempo che si dice che questa nazionale non va e non ha gioco. È brutta, è noiosa e, soprattutto, non segna. Pensate: in cinque partite solo tre gol ed una confusione in campo da non raccapezzarsi.

Perché? Il commissario tecnico non ha scelto gli uomini giusti? Ha lasciato a casa quei giocatori che avrebbero potuto cambiare il volto alla nostra squadra? Forse, non è nemmeno questo il motivo. La ragione vera è che questa Italia non ha idee oppure, se le ha, non le sa concretizzare in campo quando ha il possesso della palla. Così, la manovra è lenta, si verticalizza poco, si cincischia troppo e difficilmente si mette un compagno in grado di tirare in porta e di fare gol. Purtroppo, come sessant’anni fa a Belfast, sconfitti dall’Irlanda del Nord, c’è la possibilità reale di non partire per la Russia.

Ora Ventura va alla ricerca di scusanti. Sostiene che gli avversari l’hanno gettata in rissa, che l’arbitro è stato troppo tenero, che Bonucci non si è rotto il setto nasale da solo, che l’Italia ha avuto anche la sfortuna dalla sua cogliendo un palo con Darmian che ancora trema. Sono parole al vento. Si può capire, è umano, che il nostro CT vada alla ricerca di giustificazioni che lo assolvano. Però, non è così. Se l’Italia di oggi è brutta e non appassiona nemmeno chi patisce e soffre per la nazionale, la colpa è in gran parte solo e soltanto sua.

E adesso, ci si chiede? Serve un miracolo. Fra una manciata di ore si gioca a Milano il match della vita. O dentro o fuori. Serve una vittoria con  almeno due gol di scarto. Vi pare poco? Assolutamente no, se analizziamo la scarsa dimestichezza che gli azzurri hanno con il gol. Non ci sarà Verratti, squalificato, forse ha poche probabilità anche Bonucci che ha il naso rotto. De Rossi, che con il suo autogol ha causato la sconfitta, rimarrà in panchina? Tanti interrogativi, tanti dubbi, tante incertezze. Il pubblico di San Siro potrebbe essere determinante? Forse.

Ma chi stringe tra le mani il pallino è Ventura, il quale dovrà decidersi a mettere in campo una formazione che funzioni e che finalmente giochi al calcio. Facendo viaggiare il pallone, verticalizzando la manovra, aiutando la velocità, incitando i suoi ragazzi che dovranno dare tutto con caparbietà e determinazione. Altrimenti, se tutti questi fattori rimarranno ancora una volta in tribuna o solo nella mente di Ventura si potrà dire addio al sogno dei mondiali. E vedremo in tv giocare soltanto i nostri avversari.