Maurizio Compagnoni

La vittoria corsara di Lione conferma quello che avevamo visto sabato contro l’Udinese. E il diktat di Allegri è stato ben assorbito: conta solo vincere. Alla Juve ormai lo sanno. Il gioco non decolla ma sarebbe ridicolo mettere su un processo. Un po’ perché la classifica in campionato dice chiaramente che bianconeri sono fuga, hanno un vantaggio sulle seconde di cinque punti, che sono tanti. E poi, restringendo il giudizio alla partita di sabato contro l’ottima Udinese, in panchina o in tribuna c’erano sei titolari: Bonucci e Chiellini in difesa; Pjanic, Khedira e Marchisio a centrocampo; Higuain in attacco. In particolare l’assenza dell’intero centrocampo titolare non poteva che penalizzare la qualità del gioco. Magari Allegri ci ha messo un po’ del suo inventandosi, nel primo tempo, Alex Sandro centrocampista, ma ci sta che l’allenatore rischi qualcosa provando nuove soluzioni, con un campionato che sembra già ben indirizzato.

E poi, alla Juve, tutto diventa più semplice quando  Dybala gioca come è accaduto sabato sera contro l’Udinese o quando Buffon torna superman come contro il Lione, grazie a tre parate mostruose. Il genietto arrivato da Palermo ha superato le difficoltà iniziali, ha ritrovato brillantezza e feeling con il gol, nonostante la prova opaca di Champions. Allegri ha avuto la grande intuizione di inventarlo seconda punta. Con quel piede e quella classe sarebbe stato sprecato davanti, a fare da terminale offensivo, litigando con i difensori avversari a cui concede chili e centimetri. La cifra pagata all’epoca dalla Juve (32 milioni più 6 di bonus) si sta rivelando un investimento illuminato. Di Buffon tornato (ma non se ne era mai andato) fondamentale abbiamo già detto. E poi non dimentichiamoci di Higuain. Soprattutto perché il pipita è tra i tre migliori centravanti al mondo, un po’ perché Mandzukic, forse condizionato dall’arrivo dell’argentino, sembra immalinconirsi in campo. Tanto brillante, esiziale sotto porta con la Croazia (quattro gol nelle ultime due partite), quanto impacciato con la Juve. Ma Allegri non si preoccupa, davanti nuota nell’abbondanza e il gioco che latita, con il recupero del centrocampo titolare, tornerà presto. Nel frattempo ci pensano i giocatori a la differenza, l’ultimo, ma solo in ordine di tempo, Cuadrado con il suo gol pazzesco, che ragala alla Juve la testa del girone, insieme al Siviglia.