Maurizio Compagnoni

Quando si parla di Juventus a volte noto una certa mancanza di obiettività nei commenti. E non mi riferisco ai tifosi. Parlare di crisi perché in due partite di campionato arriva un solo punto, peraltro con due rigori sbagliati, non è un esempio di obiettività. Allo stesso modo ritenere che la Juve, dopo la goleada di Udine, giocando due terzi di partita in 10, è tornata un’arma invincibile, senza difetti, è ugualmente fuorviante.

La Juventus ha raccolto 22 punti in 9 giornate, a una media di 2,44 a partita. La proiezione finale è di 93 punti. In altri momenti sarebbe stata una quota ampiamente sufficiente per vincere lo Scudetto. In questa stagione c’è però il fondato sospetto che per vincere il campionato sarà necessario arrampicarsi verso i 100 punti, almeno 96, considerando il passo spedito del Napoli e delle altre inseguitrici, in primis l’Inter.

La Juventus sta andando decisamente bene in attacco. Anche se Dybala non segna da cinque partite, coppe comprese. Higuain è fermo a tre gol in campionato ma è reattivo e continuo come raramente in passato. Douglas Costa e Bernardeschi garantiscono alternative di qualità. La Juve ha segnato 27 reti nelle prime nove giornate. Per trovare un dato migliore bisogna risalire addirittura al 1959! A Udine ha dato una grande dimostrazione di carattere e potenziale offensivo. Ha segnato sei gol. E potevano essere di più, anche se Dybala e Higuain sono rimasti a secco.

La Juventus, tuttavia, ha un evidente problema in questa prima parte di stagione, che consente ai suoi avversari di sognare di finirle davanti in classifica. La squadra di Allegri ha frequenti passaggi a vuoto, che Napoli (soprattutto) e Inter non hanno. E questo si riverbera in modo negativo sulla fase difensiva. A Udine ha subito due gol e senza le prodezze di Buffon chissà come sarebbe finita. La Juventus concede agli avversari molto più di quello che concede il Napoli. E non è una conseguenza della partenza di Bonucci. È un problema di approccio, che Allegri dovrà risolvere rapidamente. Perché le altre corrono forte.