Massimo Piscedda

Keita Baldé, classe 1995, ala d’attacco della Lazio. Mi piace definirlo così perché ha quelle capacità offensive che lo portano spesso a superare il suo diretto avversario creando superiorità numerica o sicuramente un pericolo. Non è ancora completo per poter essere definito top player ma ha quelle potenzialità. Nella Lazio spesso fa discutere per il comportamento e per qualche dichiarazione di troppo; tramite il suo agente ha fatto spesso intendere di voler guadagnare di più, molto di più. I punti di vista sono diversi: chi può negargli la pretesa di un grosso ingaggio quando la stessa società quantifica il suo valore di mercato in 25/30 milioni, e nello stesso tempo alcuni suoi colleghi guadagnano il doppio senza però essere mai determinanti o addirittura relegati in panchina? L’altro punto di vista è che ogni calciatore deve rispettare il contratto in essere, già stipulato a suo tempo per quella cifra concordata all’epoca. Il buon senso a mio avviso deve chiudere la faccenda. Io sono dell’avviso che tutti i calciatori a parte 2-3 al mondo sono cedibili, a patto che chi arriva dovrà essere all’altezza di chi parte o al limite permetterà il rinforzamento della squadra anche con più operazioni. Il rapporto tra il calciatore e il club sembra agli sgoccioli e in questo caso sarebbe meglio fare una trattativa la quale accontenti tutte e tre le componenti: chi vende, chi compra e chi si trasferisce. Certo potrebbe essercene una quarta : presidente , procuratore e direttore sportivo, se sorridono tutti è fatta!