Maurizio Compagnoni

Che Simone Inzaghi fosse un prospetto di allenatore di alto livello lo avevo capito presto, commentando il suo esordio alla guida della Lazio a Palermo. In pochi giorni aveva trasformato un gruppo allo sbando in una squadra compatta. Che la società avesse obiettivi ambiziosi lo avevo intuito osservando con attenzione le mosse di Tare sul mercato. Il DS della Lazio sa come muoversi. È abile come pochi. Vende bene e compra benissimo. Ecco perché non avevo dubbi che la Lazio e Inzaghi avrebbero fatto molto bene. Ma che la squadra potesse essere competitiva per lo scudetto, beh, ammetto che neanche lo immaginavo.

Lazio da Scudetto quindi? Forse proprio da scudetto no, semplicemente perché ci sono almeno due squadre (Napoli e Juve) che andranno probabilmente molto oltre i 90 punti. Però attenzione, la Lazio dopo 11 giornate viaggia a una media di 2,54 punti a partita. La proiezione a fine campionato è di 96/97 punti. E il calendario le ha già riservato Napoli, Milan e Juve. La Lazio, tra l’altro, sembra reggere bene anche l’impegno in Europa League, gestito da Inzaghi con un saggio turnover. L’allenatore sta valorizzando al meglio i talenti che Tare gli ha messo a disposizione.

A cominciare da Immobile, che addetti ai lavori sprovveduti avevano bocciato dopo due stagioni in ombra. E che comunque a Dortmund aveva segnato 4 gol in 6 partite di Champions. E poi Luis Alberto, il giocatore rivelazione, pescato tra gli scarti del Liverpool. È un giocatore totale: continuo, talentuoso, concreto, altruista. E poi ancora Bastos, pescato nel campionato russo, Leiva, che al Liverpool non giocava quasi mai, Milinkovic-Savic, Lukaku e Marusic, tutti scoperti in Belgio.

Tra l’altro Inzaghi adesso si ritrova un gradevole problema di abbondanza. Nani si è presentato benissimo a Benevento. Ma ora c’è da trovargli posto dal primo minuto. E tra non molto tornerà a disposizione anche Felipe Anderson che, quasi certamente, pur controvoglia sarà costretto a fare l’esterno a tutta fascia. Perché tutti gli altri posti sono occupati. Come avviene nelle grandi squadre.