Marco Piccari

“Ci vuole un bomber vero”. “Con questa squadra di più non si può fare”. “Questi non sono all’altezza”. Dopo il pareggio con il Milan questi sono solo alcuni dei commenti che hanno fatto i tifosi della Lazio nei social e nelle radio. Ma le cose stanno veramente in questo modo? Alla Lazio mancano solo i giocatori oppure il problema sta anche nella qualità del gioco? Ok i giocatori di livello aiutano e fino a questo punto siamo tutti d’accordo. Però se andiamo ad analizzare la rosa della Lazio ci possiamo rendere conto che tutto sommato il telaio non è assolutamente da disprezzare. La difesa con il recupero di De Vrij e l’inserimento di Bastos e Wallace è cresciuta in alternative e qualità. Il centrocampo possiede calciatori di esperienza (titolari nelle rispettive nazionali) e anche di qualità, mentre l’attacco almeno nei titolare presenta tecnica, imprevedibilità e dinamismo. Sicuramente la rosa non è lunghissima ma per sorreggere un solo impegno è sembrata comunque equilibrata. A gennaio poteva essere fatto qualcosa sul mercato, ma questo è un film già visto che si ripete con regolarità come i film di Natale nel periodo natalizio. Al netto di tutto questo la Lazio ha fatto un ottimo girone di andata, ma la qualità del gioco è sempre stata alla stesso livello: non esaltante, non scarso ma sempre uguale. Velocità e ripartenze per sfruttare al meglio le caratteristiche di alcuni calciatori. Una squadra costruita con un’idea ben precisa: ripartire per andare. Ma se non si riparte, dove si va? E poi si deve solo ripartire?

Le alternative di gioco della Lazio di Inzaghi

Questo potrebbe essere un appunto da fare al tecnico. Spesso la Lazio, e anche con il Milan si è visto questo, gioca appoggiandosi agli esterni aspettando il loro guizzo che di frequente è più fumoso che concreto. Ad esempio con il Milan tante ripartenze sfumate ma poche le vere occasioni create, forse era più corretto parlare di potenziali occasioni create grazie alle accelerazioni degli esterni (soprattutto Felipe). Lo stesso Anderson, che qualcuno ha valutato da 7 per la sua prova contro i rossoneri, ha corso tanto ma ha saltato una sola volta il malcapitato Vangioni, che tutto sommato alla fine ha rischiato meno di quello che si potesse pensare. Il brasiliano ha creato strappi, fatto dribbling ma alla fine ha lavorato più per fotografi che per la squadra. Guizzi velocità e lanci da 30 metri dei difensori che diventano registi, anche questo si vede spesso nello sviluppo della manovra della Lazio. E i centrocampisti che fanno? Biglia ormai è addetto a recuperare palloni e poi quando deve impostare il buio, non perche lui sia scarso ma perché non ci sono movimenti senza palla o comunque sono ridotti ai minimi termini, quindi meglio scaricare in orizzontale. Veramente poco per non palare del gioco in verticale che non si vede quasi mai e il povero Immobile, che grazie alla scuola Zeman taglia spesso per creare il passaggio in profondità, riceve pochi palloni giocabili e quindi corre, si sbatte come un forsennato per poi perdere in lucidità nelle occasioni che contano.


Insomma ripartire ok, ma se non riparti che fai? Fatichi, e se non arriva l’invenzione sbatti sul muro avversario. Infatti questa è una squadra che quando deve fare la partita fatica, del resto per fare la partita servono idee non basta ripartire e andare (e poi dove bisogna andare?) Qualcuno ha anche sottolineato (vedi Sacchi) che nel secondo tempo contro il Milan, la Lazio si è abbassata lasciando ai rossoneri l’iniziativa.

CHE FARE OLTRE A “RIPARTIRE”?
Vero anzi verissimo, ma questo perché ritorniamo al solito concetto la squadra di Inzaghi vuole ripartire, vuole fare quello perché forse sa fare solo quello, quindi meglio abbassarsi così gli esterni posso provare a correre e scappare. E il pressing ? Quello lasciamolo a chi vuole fare la partita e magari chiuderla, la Lazio al massimo fa aggressione con i tre là davanti che provano ad andare sui portatori di palla, gli altri non si alzano e la squadra si allunga, meglio abbassarsi per poi riprovare a ripartire. Ok ripartire per andare, ma dove si deve andare? In contropiede del resto con questo giocatori non si può fare di più. Ma chi lo dice? “Lascia stare” dicono, “per vincere ci vogliono i campioni”, “il gioco è secondario”. Va bene, se dicono questo, mi arrendo. Però io continuo a pensare che qualche idea in più aiuterebbe…