Patrizio Cacciari

Che il Portogallo non fosse la nazionale favorita per la vittoria finale di questo Europeo lo sapevano un po’ tutti, addetti ai lavori, bookmakers e forse i giocatori lusitani stessi. Tutti però hanno sottovalutato un elemento che nello sport, come nella storia, può fare la differenza, la leadership di Cristiano Ronaldo. Solo 3 gol all’attivo diranno i più critici, ma stavolta Ronaldo per far vincere la sua squadra non ha usato solo i suoi straordinari mezzi tecnici. Imbrigliato nelle prime due partite del girone, e subito travolto dai commenti negativi, Cr7 si era anche mostrato molto nervoso, a causa di una incursione di una tv privata portoghese in ritiro, tanto da strappare il microfono al reporter per gettarlo in un laghetto. Poi la svolta.

La partita contro l’Ungheria e la doppietta con uno strepitoso gol di tacco, che vale il 3-3 con cui il Portogallo accede agli ottavi come migliore terza ripescata. La vittoria con la Croazia ai tempi supplementari è il primo di una serie incredibile di risultati. Nell’occasione Ronaldo non brilla, ingabbiato nel sistema difensivo croato. Ai quarti c’è la Polonia, altra squadra interessante, con ottime individualità, ma priva di tradizione, che nel calcio, come la leadership, ha un peso specifico. Si va ai rigori e Cr7 qui fa vincere i suoi. Intimoriti durante la scelta dei rigoristi, Ronaldo carica i suoi compagni, trasmettendogli fiducia e determinazione, nonostante il suo clamoroso errore in partita solo davanti al portiere. Guardate questo video, che spiega meglio di qualsiasi editoriale, cosa è accaduto in campo in quei secondi di tensione:

 

Nelle scienze sociali il concetto di leadership viene applicato alla storia dell’uomo e ai grandi mutamenti politici. In un saggio dell’Enciclopedia Treccani, Luciano Cavalli tocca un aspetto interessante:
Leadership deriva dal verbo inglese to lead che è stato comunemente usato per tradurre il latino ducere, il che ha influito sullo sviluppo storico del suo significato. Nell’uso fattone e registrato dall’Oxford English dictionary indica fenomeni distinti, ma tutti in questa sede rilevanti:
1) “la dignità, l’ufficio o la posizione di leader”;
2) “la posizione di un gruppo di persone che guidano o influenzano altri entro un determinato contesto”;
3) il gruppo di cui al punto precedente;
4) “l’azione o influenza necessaria per dirigere o organizzare lo sforzo (comune) in un’intrapresa di carattere collettivo”;
5) la capacità stessa di guidare altri (to lead).

Nel punto 4 e 5 è ben descritta l’azione di Cristiano Ronaldo. In una contestualizzazione moderna del concetto di leadership, trova un ruolo fondamentale, anzi complementare, quello di follower, ovvero “colui che segue”. Non è un caso che Cr7 sia il calciatore più seguito al mondo sui social, di cui avevamo già parlato in questo articolo, che potete leggere qui.

Il suo ruolo da leader quindi non è casuale, e nemmeno costruito. Perché carisma e altre caratteristiche per emergere nelle relazioni sociali di gruppo si acquistano con l’esperienza, altre invece si hanno fin dalla nascita. Non è un caso che oggi, grandi aziende ma anche fondazioni politiche e associazioni culturali, dedichino parecchi seminari proprio a questo concetto. Tornando al calcio giocato, superato il favorito Galles in semifinale (grazie anche a un suo gol, il terzo), in finale è andato in scena l’atto conclusivo, quando tutto sembrava perso. Fuori dopo soli 25 minuti a causa di un colpo proibito, le sue lacrime già prima dell’uscita dal campo avevano trasmesso un messaggio. Non si trattava infatti di una resa, ma di un linguaggio ben preciso dell’anima, che stava dicendo qualcosa al suo gruppo. Il resto lo abbiamo visto in panchina.

La capacità di comunicare convincentemente con gli altri (nel senso più ampio del verbo) è stata percepita da sempre come fondamentale per il leader, ed è stata in particolare curata la comunicazione verbale sia con i diretti interlocutori sia nelle riunioni consiliari e nelle assemblee di popolo. A ciò si ricollega l’importanza che la retorica e l’insegnamento della retorica avevano già presso i Greci e i Romani, e in relazione a ciò si deve valutare, per esempio, la notizia che Cesare va a studiare quella disciplina a Rodi.

Gestualità, carica emotiva, Cristiano Ronaldo, pur non giocando, ha vinto la sua finale e il suo Europeo. Si è battuto per la causa dei più deboli, ha ribaltato la sua immagine di antipatico e riccastro cucitagli addosso da una certa stampa avversa, andando contro a ogni pronostico e dandoci una conferma: leader si nasce. Gustatevi la sua performance in panchina, pochi minuti in cui resterete incollati al video, quasi meglio di un suo gol di tacco. Di quelli ne ha segnati e ne segnerà ancora tanti.