Oliviero Beha

C’era una volta, ormai diverse decine di anni fa, il Commissario Pepe interpretato magistralmente da Ugo Tognazzi. L’ideale come sua partner sarebbe stata Maria Stella Gelmini ai tempi in cui la sua lingerie faceva sognare ben oltre i suoi meriti. Adesso ci ritroviamo con il Commissario Tavecchio che non ha né la colpa di essere Commissario né la colpa di essere Tavecchio, ma solo quella di non essere né Pepe né Tognazzi.

Dopo decenni che in Lega Calcio ne fanno di tutti i colori, spartendosi e non spartendosi denari, diritti, responsabilità, coltellate, per cui alla fine si son dovuti separare fra Lega A e Lega B, cioè due forme non molto diverse di professionismo (se non in termini di quantità di denaro), arrivando addirittura alla disfida di Barletta, anzi dell’Hilton di Fiumicino fra Tavecchio (A in carica) e Abodi (B challenger), da oggi la Lega A ha un nuovo Commissario: è Tognazzi? No, è Tavecchio. La situazione è naturalmente ridicola per chiunque ci getti l’occhio. Pensate che per anni il Presidente reggente della Lega professionisti è stato Beretta, un mio collega “fine e rattuso” insieme a lungo ai vertici della Rai. Mi ricordo ancora benissimo di un Natale, quando ancora era lì, che dovevo ritirare un pacchetto regalo e per sbaglio aprii una porta in un capannone della Rai. Venni fermato all’istante dal servizio di sicurezza che mi disse: “Ma dottor Beha dove va? Quello è il capannone di Beretta…” mentre uno più spiritoso aggiungeva “anche se i veri regali arrivano a casa”. Naturalmente su tutto l’andazzo preme la figura di Adriano Galliani che, orfano del Milan, preso a lanci di manzo croccante piccante dai tifosi interisti, ovviamente cinesi cui hanno risposto con ossa di anatra alla pechinese i cinesi rossoneri. Ma non è bastata l’influenza berlusconiana per sistemare Galliani in quel posto, e la sua pensione si avvicina (anche se l’uomo è competente di calcio). Così ad accollarsi tutto l’insieme della Lega A ci pensa Carlo Tavecchio, tanto Commissario più o Commissario meno sempre Pepe siamo.

Debbo confessare la mia simpatia per Tavecchio, certamente successiva a quella per Tognazzi-Pepe, però rimane il fatto che il calcio italiano non riesce a produrre figure né qualitative né quantitative che rispondano alla bisogna. Prepariamoci dunque alla solita sceneggiata, striata di goffaggine, turpitudini ed innovazione tecnologica su misura. Infatti con Tavecchio arriverà in agosto con la prima del prossimo Campionato la Var, cioè la moviola in campo. Gli arbitri festeggiamo come al Carnevale di Rio. Un povero tifoso fiorentino segnala che per Juve-Genova vanno a dirigere il match, che avvicina probabilmente definitivamente lo scudetto alla Juventus, un “duo sospetto”, Calvarese-Mazzoleni, già reprobi sabato scorso in Fiorentina-Empoli. E’ evidente che peggio fai, meglio ti trattano (un girone fa successe a Damato dopo un Inter-Fiorentina da scandalo). Allora: Commissario, Var, arbitri da non incontrare di notte, le solite nanerie… Ma a voi va davvero bene così?