Luca Marchetti

Generalmente i discorsi riguardanti la stagione successiva, il movimento degli allenatori, gli incastri e i dòmino iniziano verso marzo/aprile. Ma quest’anno è tutto diverso, almeno in Italia. E le premesse affinché ci sia un poderoso vortice ci sono tutte. Prendete le grandi squadre italiane. Le più sicure di rivedere il proprio allenatore con la stessa maglia addosso sono Inter e Napoli. Il contratto (rinnovato) di Sarri è quadriennale con estrema soddisfazione reciproca. Soprattutto ora che i risultati stanno arrivando. Ma proprio perché i risultati arrivano (insieme ad un gioco spettacolare) uno come Sarri potrebbe diventare merce prelibata anche in campo internazionale. De Laurentiis dice infatti di essere monogamo e che la decisione spetterà al tecnico. Non ci sarebbe neanche bisogno di scegliere, visto il contratto. Ma un po’ di pressione il presidente la vuole mettere.

Panchine: chi viene e chi va

Anche Pioli e l’Inter sono a posto. Anche qui contratto fino al 2018 ma i fantasmi (al momento solo mediatici) di Conte e Simeone soprattutto continuano ad aleggiare nei tg e nei giornali. Ma visti i risultati Pioli non solo ha normalizzato l’Inter ma ha dimostrato che una grande se l’è meritata (e che chi l’ha caldamente consigliato aveva visto lungo). L’unico problema potrebbe essere se davvero dovesse partire il grande giro: a quel punto l’Inter con la rinnovata forza economica di Suning aspetterebbe il suo turno o parteciperebbe al ballo? Per il momento parliamo solo di ipotesi. Ma la sensazione è che alla Juventus, vada come vada, Allegri sia all’ultima stagione (a maggior ragione se dovesse vincere non solo il campionato ma anche la Champions). L’eredità di Conte l’ha presa e rilanciata. Ha continuato a vincere cambiando mentalità e filosofia. Mantenendo la fame. Aspetta anche lui l’Inghilterra (in maniera prioritaria) o una grandissima a livello europeo. Magari anche avendo la pazienza anche di aspettare. Certo si cercherà anche di lavorare per rinsaldare il rapporto, ma va lasciata aperta ogni possibilità. In bilico c’è anche Spalletti che non nasconde neanche in conferenza di non avere ancora deciso il suo futuro. Lui detesta arrivare secondo, vuole una squadra per poter vincere. Prima dice che devono essere risolti i contratti in scadenza dei giocatori. Kessie (sul mercato) era un segnale mandato anche a lui, per far capire che la volontà è quella di continuare ad essere competitivi. Dipende invece dai risultati il futuro di Montella. Dovesse continuare così (nel senso con la prova gagliarda vista a Bologna, tatticamente impeccabile) è difficile che non venga confermato. La stima di Fassone e Mirabelli c’è. Anche qui i rumors indicano mille candidati alla panchina della nuova società, una volta chiuso il closing. Ma almeno finché non entrano non cerchiamo di leggergli nella testa.

Il Chelsea di Conte non è andato in vacanza

Conte, in vetta alla Premier con il suo Chelsea.

SOUSA: FIRENZE ADDIO. E IN EUROPA…
Il legame con Paulo Sousa e la Fiorentina è ai minimi termini. Più con la società che con la piazza, per tante polemiche e punti di vista diversi che hanno segnato e cadenzato l’ultimo anno. Quindi ricapitolando: Juve, Roma e Fiorentina rischiano di dover trovare allenatore fra pochi mesi. Il Napoli potrebbe sentirsi sotto attacco. E in Europa? Conte sembra saldissimo sulla panchina del Chelsea, ma se dovesse vincere subito e trovarsi sul suo tavolino un’offerta ancora migliore da un’altra squadra ancora più ricca (e prestigiosa). O ancora… Simeone ha il contratto, è vero. Ma l’Atletico non sembra più quello di qualche stagione fa… anche lui potrebbe fare una considerazione legata al suo futuro… Guardiola, che ha avuto tempo fa la forza di rimanere fermo, a Manchester non sta ingranando come avrebbe voluto. Lo stesso Mou, fa fatica… non tutti rientrano in pista, ma qualcuno sì, per forza. A partire da Wenger, sempre in discussione nelle ultime due stagioni, almeno… Ancora ipotesi, primi sondaggi al massimo, giri di orizzonte. Siamo solo a febbraio. Possiamo parlare sono di scenari. Ma il Risiko, almeno in Italia, è già iniziato. Pensate solo a Di Francesco, Oddo, Maran e Giampaolo (perché abbiamo voluto parlare solo dei big). Insomma, accomodatevi. Sopra la panca il mister campa. Ma sotto sotto conta sempre il campo…