Maurizio Compagnoni

La Liga sta diventando più umana? Personalmente ho qualche perplessità. Certo, osservando la classifica, con tante squadre in pochi punti e l’Atletico Madrid al primo posto, si è autorizzati a credere che qualcosa potrebbe cambiare al vertice. Il Real Madrid è staccato di un punto dopo essere stato fermato al Bernabeu dall’Eibar. Il Barcellona ha perso 4 a 3 a Vigo contro il Celta dopo essere stato sotto di tre gol ed è a due punti dalla vetta.
Il problema delle due grandi di Spagna, al di là di qualche svarione difensivo dovuto più a un calo di concentrazione che a vere e proprie carenze, è nascosto nella condizione dei due giocatori simbolo. Il Barcellona era partito a razzo, come al solito. Poi la pubalgia ha fermato Messi e – guarda un po’ – il Barça ha iniziato a rallentare. Certo, qualcuno dire che c’entra l’assenza di Messi con l’imbarcata della difesa a Vigo. Osservazione giusta ma non credo che la difesa del Barcellona si sia imbrocchita all’improvviso. Credo, invece, che a Vigo sia stato semplicemente un passaggio a vuoto. E il Barcellona, ogni tanto, questi cali li accusa. Ma dopo la sosta, con il ritorno ormai imminente di Messi, è lecito credere a un Barça in grado di riprendere a correre veloce. Il Real Madrid ha pagato l’appannamento di Cristiano Ronaldo, non al meglio della condizione. Lo stesso Capello, profondo conoscitore delle merengues, qualche giorno fa aveva puntato l’indice contro il portoghese che non è (era?) al meglio. Poi dalla nazionale portoghese sono arrivate notizie diverse. D’accordo, Andorra è un avversario di scarsa consistenza? Ma quattro gol sono sempre quattro gol. Anche nel caso del Real, recuperando il miglior Ronaldo c’è da credere a un cambio di passo. Real e Barcellona restano, sulla carta, le due squadre più forti. C’è una sola incognita che riguarda la fame, la voglia di vincere dopo tanti successi. Questo è un problema che dovranno risolvere Zidane e Luis Enrique. Ma con Ronaldo e Messi al top credo che possa diventare un problema secondario.