Massimo Piscedda

Mihaijlovic, Montella ed Inzaghi, tre profili di allenatori che hanno determinato qualcosa nelle loro squadre. Sono diversi, e durante il campionato hanno evidenziato pregi e limiti (forse) ma alla conta credo che stiano lavorando bene in un campionato che te lo consente. Il meno esperto(Inzaghi) dispone a mio avviso della squadra più forte tra Milan, Torino e appunto Lazio. Il Milan ha deciso di italianizzare e di molto il gruppo, affidandosi a giocatori molto forti e molto giovani. Locatelli è un ’98, Calabria un ’96, Romagnoli ’95, Donnarumma ’99 e se vogliamo anche De Sciglio, che è un ’92, può rientrare in questo discorso.

Vincenzo Montella, 42 anni. In serie A ha allenato Roma,Catania, Fiorentina e Samp

Il Toro ha cambiato molto, compreso l’allenatore, e quindi il suo cammino molto umorale ne è la prova. Tutti e tre hanno dato qualcosa e la fine del campionato poi ci dirà chi di più, ma a prescindere dal risultato finale, non avranno deluso. Sono seri e preparati e cercano di far rendere al meglio le loro squadre, a volte ci riescono, altre no. Il campionato Italiano ti permette di lavorare abbastanza bene se hai dei giocatori validi e nei tre casi questo non è un problema. Certo verrebbe da chiedersi quale di questi tre allenatori nei prossimi anni si accontenterà di ripetere quello che sta facendo. L’ambizione è una qualità che un allenatore deve avere sempre,  quanto quella di non essere sempre o spesso accomodante .

Simone inzaghi abbraccia Mihajlovic dopo un gol in Lazio-Chievo, stagione 2003-2004