Bobo Craxi

Ho saputo che c’è qualche problema finanziario al Milan. Mi preoccupa il silenzio di mister Li. Se la squadra continua ad andare così male è possibile che a primavera subentri il fondo Elliott. Senza Champions il rosso di bilancio supererebbe i 100 milioni di euro. Chi dovesse comperare il club lo pagherebbe certamente poco rispetto al suo valore, ma dovrebbe risanare passivi pesantissimi. Non è una bella prospettiva.

Parole di Berlusconi, come sempre tutt’altro che distante dalle sorti del Milan. Si materializza così il dramma del padre che per disperazione economica è stato costretto a far adottare il figlio. E che improvvisamente si rende conto che non l’ha lasciato in buone mani e quindi si sente responsabile di questo disastro. Che è duplice, perché la responsabilità di aver mandato il Milan in balia delle onde del avventurismo finanziario e del pressappochismo tecnico non potrebbe non ricadere anche sulle spalle del presidente più prestigioso, che ha scelto una via più corta ma che si è rivelata una via sbagliata.

Anziché mutuare dal modello spagnolo ed anche americano della public company, si è scelta la strada impervia del mecenate straniero che colonizza le squadre dell’impero europeo. Questa strada percorsa fa segnare la resa alla fine di ottobre. La scelta di cambiare otto undicesimi della squadra si é rivelata fallimentare e azzardata. Inoltre gli episodi non hanno aiutato e la catastrofe si é materializzata con l’espulsione del giocatore irritualmente utilizzato come simbolo della riscossa rossonera che, finito negli spogliatoi anzitempo ( salterà la Juve e tutto sommato la cosa scommetto non gli dispiacerà affatto), invece di essere severamente punito si immortala con una bella foto-ricordo con un incosciente Mirabelli al suo fianco.

Si fanno quindi strada allora diverse possibili opzioni per recuperare il tempo e il denaro perduto. La ricerca di nuovi soci, o il commissariamento della squadra entro dicembre, oltre alla ricerca sul mercato di un nuovo tecnico o di qualche parametro zero per rinfoltire una rosa inadeguata. Direi che c’è da escludere un ritorno del vecchio padre nella vecchia casa rossonera, ma non del suo vecchio management, con alle spalle nuove possibili risorse.

Se il fondo Elliott non é gestito dagli eredi di Peppino Prisco o da improbabili tifosi juventini, non dovrebbe avere nessuna ragione oggettiva per abbandonare il Milan al suo destino. Con le nazioni si possono negoziare rientri e magari guadagnarci due volte, con le squadre di calcio la rimessa é certa. Dal campo di gioco la questione Milan ora si sposta nuovamente sul terreno della finanza, con un patrimonio sportivo che rischia di essere perduto. E l’allarme di Berlusconi suona forte e chiaro.

C’è preoccupazione perché in qualche modo la causa di questo disastro annunciato purtroppo risiede nell’incauta cessione con garanzie economiche e soprattutto sportive incerte. E la responsabilità storica purtroppo ricade anche sulla famiglia Berlusconi, che infatti oggi con il vecchio padre fa sentire la sua voce preoccupata ed anche affettuosa. Si attendono sviluppi.