Maurizio Compagnoni

C’è un recente tweet di Tony Xia, il proprietario cinese dell’Aston Villa, che ha alimentato le perplessità che gravitano attorno a Yonghong Li. Mr Xia, riferendosi al nuovo assetto societario del Milan, si è detto “preoccupato per il gioco d’azzardo”. Che Yonghong Li non sia un paperone è ormai pacifico. Si parla di un patrimonio, tra lui e consorte, valutabile attorno ai 500 milioni di euro. Peraltro valutazione tutta da verificare. E comunque, anche corrispondesse al vero, si tratterebbe di un patrimonio, per quanto consistente, non all’altezza di un club come il Milan.

È evidente che il nuovo proprietario cinese ha giocato d’azzardo, come dice il suo connazionale dell’Aston Villa. Ha rilevato una società dalla bacheca colma di trofei, una delle squadre più famose e più amate al mondo, ma che negli ultimi anni ha prodotto perdite che hanno toccato anche gli 80 milioni per esercizio finanziario. Il fondo statunitense Elliot ha prestato al nuovo proprietario 320 milioni a un tasso di interesse attorno all’11% annuo, più un arrangement fee di 15 milioni. Yonghong Li dovrà investire nel Milan sperando in un immediato ritorno finanziario. È probabile che si muoverà con decisione sul mercato. Non può accontentarsi di un posto in Europa League. Ha assoluta necessità della vetrina della Champions, per i soldi che porta direttamente e indirettamente (merchandising, sponsor, tournée).

Yonghong Li si gioca tutto in 12 mesi. Sarà una corsa contro il tempo per far diventare il Milan una squadra di alto livello, capace di produrre utili. Le scadenze imposte dal fondo Elliot non permettono di temporeggiare. La nuova struttura dirigenziale, al cui vertice ci sono Fassone e Mirabelli, dovrà agire con scaltrezza e competenza. Il nuovo Milan, nell’immediato futuro, non potrà sbagliare nulla. È un’impresa difficile, ma non impossibile. Perché se la nuova proprietà che fa capo a Rossoneri Sport Investment Lux dovesse riuscire a rilanciare il Milan in breve tempo, potrebbe trovarsi di fronte due strade: una molto difficile e una sicuramente non semplice, ma attuabile. Quella difficile è di ripagare, nei tempi previsti, il debito con il fondo Elliot. Più che difficile, a rigor di logica, quasi impossibile. A meno di una quotazione con successo in borsa. La seconda ipotesi porta a rilanciare il Milan a livello di risultati e di fatturato, incrementando sensibilmente il suo appeal e trovando un prestigioso acquirente. Il che potrebbe consentire a Yonghong Li di fare anche una bella plusvalenza. È un azzardo, come dice il proprietario dell’Aston Villa. Ma potrebbe anche riuscire.