Maurizio Compagnoni

Ho chiuso la telecronaca del derby sostenendo che “il calcio milanese sta tornando”. C’è chi non si è detto d’accordo con questa mia tesi. Rispetto questo parere, ma provo ad argomentare. E’ ovvio che il derby di domenica sera ha confermato che le due squadre milanesi hanno delle lacune da superare, che la strada per tornare allo splendore di qualche anno fa è lunga. Ma, rispetto al recente passato, si è visto qualcosa di diverso. A mio giudizio si intuisce lo sforzo di voler crescere, la volontà di gettare le basi per costruire qualcosa di importante.

Milan, la base italiana funziona

E’ stato un derby intenso, giocato con buona personalità e con qualche individualità di rilievo. Partiamo dal Milan. La base italiana funziona e domenica mancava Romagnoli, ormai un leader della difesa. Che Locatelli avesse talento era chiaro da tempo ma contro l’Inter ha giocato la prima partita convincente anche per continuità e spirito di sacrificio. Suso, arrivato dal Liverpool, dove aveva di fatto fallito, era stato accolto come un oggetto misterioso. L’esperienza al Genoa lo ha rilanciato, il derby lo ha proiettato in una nuova dimensione, attaccante di livello internazionale. Non un fuoriclasse ma un giocatore che nel Milan che verrà ci può stare. E’ chiaro che molto dipenderà dal closing e dagli investimenti dei nuovi proprietari cinesi. Sempre che questo closing arrivi. Il Milan ha bisogno di rinforzi, almeno un paio nell’immediato e altri due in estate. Giocatori di grande talento, capaci di determinare un salto di qualità nella squadra. Montella sta facendo un gran lavoro, ha sei punti in più rispetto a Mihajlovic, aveva quasi vinto il derby ma per puntare davvero in alto ha bisogno di rinforzi.

Suso e Ansaldi durante Milan-Inter

Suso e Ansaldi durante Milan-Inter

INTER, UN PARI CHE REGALA SERENITA’ E AUTOSTIMA
L’Inter ha trovato un pari che, a livello di classifica, cambia poco ma che può dare una svolta al campionato, fin qui tormentato. Una sconfitta avrebbe gettato nel dramma sportivo l’ambiente nerazzurro e avrebbe reso ancor più duro il lavoro di Pioli. Il pari ha regalato quella necessaria dote di serenità e autostima (ultimamente un po’ sgualcita) alla squadra. I primi 40 minuti dell’Inter sono stati molto interessanti. Pioli ha cambiato qualcosa: due mediani davanti alla difesa, rilanciando Kondogbia, Joao Mario più avanzato e i due esterni offensivi (Candreva in particolare) con l’invito ad accentrarsi spesso. Nel finale di primo tempo e in parte nella ripresa sono riemersi quei problemi di equilibrio che alla fine hanno spaccato la panchina di De Boer. E’ su questo che dovrà lavorare Pioli. C’è il problema dei terzini. Contro il Milan è naufragato Ansaldi, l’ombra del difensore ammirato al Rubin Kazan e, pur in un altro contesto tattico, al Genoa. Anche l’Inter può crescere molto a gennaio. Un regista e due terzini di livello per tentare una rimonta Champions che, indovinando gli acquisti, potrebbe non essere un’utopia.