Fernando Orsi

Ci aspettavamo i botti di San Silvestro e invece eccoci con un paio di miccette bagnate. In tanti si erano esaltati per il grande mercato estivo del Milan, me compreso. La squadra rossonera aveva messo a segno colpi milionari che facevano ben sperare: i vari Biglia, Bonucci, Andre Silva, il rinnovo di Donnarumma. Ma a conti fatti, che risultati ha ottenuto il Milan di Montella fino ad ora? Pochi e insoddisfacenti. Penso a due cose: o l’organico è stato sopravvalutato, oppure la confusione tecnica e tattica è parecchia.

A questo aggiungerei pure la mancanza di feeling tra l’allenatore e la società, che in diverse occasioni ha sottolineato i suoi dubbi su una gestione dell’organico non proprio in linea con gli obiettivi e le aspettative. Montella è a rischio panchina, e non senza giuste ragioni. Innanzitutto la squadra non sembra avere una forma definitiva. Se il modulo scelto in partenza prevedeva i quattro difensori, in corso d’opera sono passati a tre; stesso discorso per il reparto offensivo, composto ora da tre attaccanti, ora da due. Oppure: Suso, notoriamente un esterno, viene impiegato come seconda punta. Sono solo alcuni esempi di un’oscillazione tattica che non credo faccia bene alla squadra.

E questo è ancora più strano, se penso che Montella è un allenatore pensante e tattico. Forse l’abbondanza in cui si è ritrovato a inizio anno devo averlo messo un po’ in imbarazzo, chissà. La partita con l’AEK Atene ha solo confermato una squadra con poche idee e poche alternative, soprattutto in fase difensiva, che nonostante la massiccia presenza di Donnarumma, Bonucci, Musacchio e Romagnoli è il reparto che ha deluso di più.

Panchina traballante? Tutti gli allenatori se non portano a casa i risultati sono a rischio esonero, vedi il recente caso di Ancelotti. Non credo che questo sia il momento migliore per fare certi scherzi, ma se da qui alla prossima sosta il Milan non cambierà registro quanto a risultati la lista dei brutti pensieri potrebbe allungarsi. Una provocazione sarebbe quella di pensare ad Antonio Conte, sotto contratto col Chelsea ma in rotta di collisione con società e squadra. Tutto ciò è fantacalcio, anche se spesso in questo mondo la fantasia può tradursi in realtà.