Massimo Piscedda

Il lamento di Montella per il mancato rafforzamento del Milan potrebbe essere condiviso se, per mercato, si intendesse un miglioramento tecnico della squadra. Ora non è più così e lo stesso allenatore ex Fiorentina e Samp lo sa benissimo. D’altronde da quando, anni fa, il Milan acquistò Constant, iniziando una serie di acquisti incomprensibili, decretò il declino (soprattutto europeo) di una grandissima società rappresentata da una grandissima squadra. Da allora non è più così e lo stupore di alcuni allenatori non lo comprendo anche perché sono pagati profumatamente per ingoiare qualche boccone amaro.

IN ITALIA NON CI SONO ALLENATORI-MANAGER
Sono due o tre al mondo gli allenatori che possono permettersi di pretendere questo o quel giocatore e in Italia, onestamente, non ne vedo. Possono però, a mio avviso, permettersi di mettere un alt ai giocatori che non vogliono, ma anche questo difficilmente accade. La spiegazione di alcuni allenatori che riescono ad arrivare direttamente dalle giovanili alla Serie A è anche questa: senz’altro buone capacità tecniche e gestionali (chi esce da Coverciano le ha), ma anche una certa condivisione di tutto ciò che può fare un dirigente sportivo (amico) e sottoscrivere in pieno le scelte societarie (se quello deve essere, pur di arrivare in cima in fretta, molto in fretta). Un allenatore si può lamentare, è un suo diritto, ma non in pubblico. Ormai è cinema e i mugugni non fanno parte della sceneggiatura.