Riccardo Gentile

Secondo posto, dopo 8 giornate, l’ultima volta capitò cinque anni fa e al termine di quella stagione il Milan di Allegri vinse lo Scudetto. Per carità, nessun volo pindarico, anche perché in quella squadra c’era un certo Ibrahimovic. E poi ancora, Van Bommel, Pirlo, Ambrosini, la migliore versione di Kevin Prince Boateng e, dulcis in fundo, Nesta e Thiago Silva. Quella squadra, sì, lotterebbe oggi con la Juve di Allegri per vincere lo Scudetto. Montella ha fatto bene a smorzare i toni, a placare gli entusiasmi nel post partita del Bentegodi: “Non sono discorsi che ci appartengono”. Come dargli torto. Sarebbe ingiusto, però, non sottolineare il lavoro fin qui svolto e i risultati ottenuti. Contro il Chievo, che non perdeva in casa dal 31 gennaio e guarda caso proprio contro la Juve di Allegri, il Milan ha vinto da squadra matura. Ha saputo soffrire nei 20’ iniziali e poi colpire con il giusto cinismo nei momenti cruciali della partita. Due tiri mancini, quello di Kucka a fine primo tempo e il raddoppio di Niang a inizio ripresa. Un uno-due che ha inevitabilmente tagliato le gambe agli avversari.

Fino a quel momento non si può certo dire che il Milan meritasse di vincere, ma poi per tutto il secondo tempo la squadra di Montella è stata brava a legittimare il vantaggio, creando i presupposti in più di un’occasione per segnare il terzo gol. E, cosa fondamentale, senza rischiare quasi mai. Il sinistro sublime di Birsa, che ha riacceso le speranze veronesi, è arrivato su calcio di punizione. Per il resto , rispetto alle partite d’inizio stagione, il Milan mostra una crescita in fase difensiva non indifferente. Nelle ultime quattro partite, con Romagnoli titolare, i rossoneri hanno subito solo un gol. Nel 4-3 al Sassuolo prima della sosta, infatti, la coppia centrale era composta da Paletta e Gomez. L’ex romanista è di sicuro uno degli imprescindibili per Montella. Lo stesso vale per Niang, capace con i suoi strappi di attirare l’attenzione dei difensori avversari per liberare gli inserimenti dei vari Suso e Bonaventura e facilitare, ovviamente, il compito a Bacca. In mezzo al campo peserà l’assenza di Montolivo, ma Locatelli sembra avere le spalle larghe per assumersi questa responsabilità. Con lui, stabilmente titolare, l’età media della squadra si abbasserà ulteriormente. Donnarumma, Calabria, De Sciglio, Romagnoli e Locatelli, il Milan dei giovani italiani, guidato da uno dei più giovani allenatori della serie A. A prescindere da come finirà questa stagione, il messaggio che arriva da Milanello è altamente positivo.