Massimo Piscedda

Milan e Lazio sono due società che hanno puntato su allenatori giovani. Vincenzo Montella ormai può considerarsi abbastanza esperto per la Serie A, eppure anche lui trova difficoltà a far quadrare il cerchio milanista come accaduto ai precedenti quattro allenatori rossoneri. A mio avviso, vedendo giocare il Milan, troppi calciatori pensano che con quella maglia gloriosa tutto sia più semplice, ma i limiti della difesa e la poca qualità del centrocampo restano eccome e questo spiega il bruttissimo avvio di campionato con due sconfitte in tre partite. Simone Inzaghi ha un compito più agevole: la Lazio che scende in campo la domenica è praticamente quella dello scorso anno, quindi un allenatore poco deve fare se non riproporre, magari personalizzandole, alcune idee di giuoco già assimilate dai giocatori nei precedenti campionati.

ALLENATORI IMPOTENTI E POI ESONERATI
Due grandi società con squadre non all’altezza del passato, è vero, ma tutto sommato la pochezza di questo campionato può permettere loro di non sfigurare. Un campionato ormai invaso, oltre che da un numero altissimo di stranieri, anche da una massiccia ondata di ultratrentenni che avranno anche esperienza, ma tolgono spazio ai giovani di qualità: vedere una squadra come il Chievo con una rosa dall’età media di quasi 33 anni fa capire quale direzione il calcio Italiano stia prendendo.
Anche in questo gli allenatori possono far poco, destinati ormai a rappresentare uno sport bellissimo, più davanti alle telecamere che sui campi da giuoco, destinati a ingoiare magari bocconi amari perché la polemica non fa parte del loro stile, destinati a essere per forza compiacenti di tutte le scelte tecniche improponibili, destinati anche… a durare poco!