Massimo Piscedda

Nel primo scontro in serie A tra due tecnici interessanti, ha vinto Montella. Meritatamente. Di solito sono i giocatori a decidere le partite, ma in Milan-Lazio Montella si è dimostrato superiore a Inzaghi come gestione e lettura della gara, prima e durante.

MONTELLA E’ DIVENTATO PRAGMATICO
Il milanista ha accantonato il calcio champagne ed è diventato pragmatico, come è giusto che sia, forse ha capito che è meglio vincere che aver ragione. Adattandosi a quelle che sono le caratteristiche dei suoi giocatori ha proposto il 4-3-3, congeniale a esterni tecnici e veloci come Suso e Niang, e a un attaccante centrale che finalizza come pochi, Bacca. A protezione di una linea difensiva (Calabria, Paletta, Romagnoli e De Sciglio), di cui tre quarti molto giovane, ha piazzato tre centrocampisti che si completano in fisicità tattica e tecnica: Kucka, MontolivoBonaventuraInzaghi ha continuato a riproporre un modulo (3-5-2) che forse andrebbe studiato meglio e soprattutto provato con i giocatori che abbiano le caratteristiche giuste per quella idea di gioco. Non sto a sindacare chi debba giocare o meno, ma solo puntualizzare che in tutte le categorie di questo sport non bisognerebbe mai snaturare i giocatori.  La Lazio da anni si presenta con un gioco che sviluppa l’azione offensiva all’esterno avendo calciatori molto forti nell’1 contro 1. La squadra titolare è rimasta simile a quella dello scorso anno (il solo Candreva è andato via tra i titolari), e proprio per questo meglio non cambiare troppo. Inzaghi, a differenza di altri debuttanti, ha praticamente il vantaggio di avere un gruppo che gioca a memoria, deve imparare a sfruttarlo al meglio.