Riccardo Gentile

Certi numeri non possono passare inosservati. Raccontano di una tendenza completamente diversa, quella di un Mourinho che fu e di quello attuale. Ai tempi del primo Chelsea, nelle prime 21 partite una sola sconfitta e il 76% di vittorie. Nelle ultime 21, tra la scorsa stagione a Londra e l’inizio della nuova avventura allo United, la percentuale di successi  si è dimezzata (33%). Negli ultimi 10 anni di calcio Jose’ Mourinho è stato quello che in assoluto ha fatto spendere di più ai suoi presidenti: 760 milioni di sterline.

Mourinho non è più una garanzia di successo

Ma se una volta assumere il portoghese rappresentava una garanzia, oggi non si può più dire la stessa cosa. Quella contro il Watford è stata la terza sconfitta di fila, in carriera gli era capitato solo due volte. La prima ai tempi del Porto, la seconda col Chelsea nella scorsa stagione. Mourinho sotto accusa per alcune scelte di formazione parse davvero poco comprensibili.

 

Striscione dei tifosi del Chelsea in favore di Mourinho nel giorno dell'esonero.

Striscione dei tifosi del Chelsea in favore di Mourinho nel giorno dell’esonero.

Nel secondo tempo del derby contro il City era stato abile nel modificare il sistema di gioco inserendo Herrera (un centrocampista in più), sfiorando la clamorosa rimonta. Contro Mazzarri, anziché ripartire da uno schieramento più equilibrato con tre centrocampisti, ha scelto nuovamente quei due, Pogba e Fellaini, più quattro attaccanti. Un suicidio tattico servito su un piatto d’argento per le ripartenze del Watford. Il duello a distanza con Guardiola, finora, non lascia scampo. L’impressione è che Mou non solo non si sia evoluto tatticamente, ma che abbia addirittura perso un po’ di smalto nel curare la mente dei suoi uomini. Lo Special One che ricordiamo ai tempi dell’Inter aveva un altro sguardo in panchina, la sua sola  presenza era in grado di fare la differenza. Nella speciale classifica dei trofei in bacheca, il portoghese continua a condurre 23 a 21 su Guardiola e l’unico campionato non vinto da Pep nelle ultime sette stagioni fu proprio Josè a sfilarglielo con il Real Madrid. Continuando così, però, il sorpasso arriverà molto prima del previsto.