Maurizio Compagnoni

Lo dico subito: non sono un fan della moviola in campo. Ritengo che la tecnologia possa dare un buon contributo ma è assurdo (direi anche demenziale…) credere che possa (di fatto) sostituirsi all’arbitro.

Telecamere utili per gli interventi violenti

Inizio dal dire dove – a mio giudizio – l’aiuto delle telecamere può essere utile. Negli interventi violenti, innanzitutto. Adesso vale il principio che se l’arbitro ha visto (pur giudicando male) non si può ricorrere alla prova televisiva. Ma chissenefrega. Se l’arbitro ha visto male mi sembra molto stupido non punire chi, invece, si è reso protagonista di un intervento pericoloso. E se le immagini dimostrano che un giocatore ha risposto con un intervento violento a un fallo molto cattivo la pena dovrebbe essere attenuata. Ma questo è più un problema di impostazione della giustizia sportiva che di prova televisiva.

Le immagini possono essere fondamentali sulla questione “territoriali”. Capire se un contatto falloso è avvenuto fuori o dentro l’area di rigore. Dal campo stabilire dove è avvenuta esattamente l’infrazione spesso è impossibile. Gli arbitri si affidano all’intuito, buttano lì una decisione sperando poi di non essere massacrati dalla gogna mediatica. Non è questione di bravura, in certi casi è impossibile avere la certezza del punto di impatto, se non con l’aiuto delle immagini. E qui mi fermo. Perché sul resto ho forti perplessità se non sono addirittura completamente contro. Prendiamo i rigori. Sia chiaro, in tanti casi le immagini potrebbero essere utili. Ma, nel caso , sarà fondamentale mettere dei paletti. Perché non si può ignorare un aspetto: è una balla, un luogo comune dire che un episodio “è rigore o no”. In area di rigore si verificano tante situazione definite dagli arbitri “border line”, zone di confine dove è impossibile avere la certezza sulla decisione da prendere. Anche con l’aiuto delle miglior copertura televisiva. Ci sono episodi in cui possono esprimersi i quattro/cinque migliori arbitri al mondo e avere interpretazioni diverse. Potrebbe accadere che l’arbitro che ha la responsabilità della VAR dica una cosa mentre l’arbitro in campo, qualora potesse vedere le immagini, prenderebbe una decisione diversa.


E ora il fuorigioco. Su questo aspetto le immagini aiutano in modo – tranne rare eccezioni – insindacabile. Ok, ma allora che facciamo con gli assistenti? Ogni volta che sbandierano, l’azione andrebbe comunque proseguita. Mica ci si potrebbe fermare. E se la segnalazione di fuorigioco fosse errata? Ok, proseguiamo e sul capovolgimento di fronte la squadra che riparte fa gol. Intanto, però, con la VAR abbiamo avuto la certezza che il fuorigioco c‘era. Che facciamo, fermiamo tutto e diciamo che abbiamo scherzato? Si potrebbe ipotizzare un utilizzo in caso di gol annullato o convalidato ad azione conclusa. Ma anche qui vanno fissati bene i paletti per non finire in un ginepraio di polemiche dal quale sarebbe poi impossibile uscire.