Stefano Impallomeni

Soltanto Ounas e qualche altro ritocco. Il Napoli preferisce rifinire e non smantellare. Sarri vuole una puntellata sugli esterni e poi resterà tutto come prima, perché basta e avanza per andare all’assalto della Juventus e di un sogno chiamato scudetto. Mario Rui e forse Berenguer potrebbero completare le operazioni di un mercato apparentemente poco significativo. Il Napoli non ha bisogno di granché. L’ossatura della rosa è di grandissima qualità, centrocampo e attacco sono di valore assoluto.

In avanti si attende il pieno di recupero di Milik. Il polacco sarà il vero acquisto di questa stagione. L’exploit di Mertens rassicura ma non offre certezze. Il belga ha segnato a raffica, ma è difficilmente ipotizzabile possa ripetersi come nella stagione appena conclusa. Ecco perché Milik rappresenta l’uomo in più. Se Milik torna se stesso il Napoli incassa un’altra opzione eccellente nella fase offensiva del gioco in cui la squadra riesce a far  vedere le cose migliori, le più importanti. Sarri, d’altronde, non si smentisce.

La svolta per lui non è in difesa, dove saranno migliorati i meccanismi, ma dove resteranno gli stessi uomini. Per lui difendere è un atteggiamento più che un mettere qualità individuali superiori tutte insieme. Albiol, Coulibaly, Chiriches e Maksimovic lo soddisfano in pieno. I tifosi si sarebbero aspettati qualcosa di diverso, ma nel complesso per tenere testa ai Campioni d’Italia potrebbe essere più che sufficiente. Nel mercato pirotecnico del Milan, in attesa dell’offensiva Suning nell’Inter e nella mezza rivoluzione della Roma, il Napoli resta la seria candidata al titolo, la vera anti-Juve, che resta sempre la favorita.

Napoli in prima fila, anche se Sarri avrà maggiori responsabilità e sarà l’uomo da seguire. Saranno decisive le sue mosse e soprattutto i suoi schemi. Più flessibilità ci sarà, meno saranno i punti regalati alla concorrenza. Dalla sua gestione capiremo se il Napoli potrà compiere il saltino fatidico, capace di trasformarsi  da una buona squadra a una squadra vincente. Il terzo posto dello scorso anno non è stato un risultato straordinario, sebbene il finale sia sembrato sopra le righe, abbastanza utile per immaginare un anno, questo che sta per iniziare, positivo. La continuità e il turnover saranno il problema principale.

Sarri, dopo le difficoltà iniziali, potrebbe far tesoro degli errori commessi compiendo scelte logiche e poco cervellotiche. Un conto è stabilire un eccellente impianto di gioco, un altro è gestire un gruppo, comprendere al momento chi può darti più cose in un certo periodo del campionato e delle coppe. Ad agosto i preliminari per la Champions ci diranno parecchio. Esistono concrete possibilità di successo e pochi avversari più forti del Napoli. Non vedo grandi ostacoli in attesa del sorteggio. Il Napoli ce la può fare e, a mio parere, ce la farà.

Il Napoli ha fatto decisamente bene a non cambiare pelle, a confermarsi, a puntellarsi. È la squadra più completa del campionato, a patto che Sarri sia in sintonia con i giocatori e con una filosofia semplice. Attaccare sì, ma con cautela. In Italia lo scudetto passa dalla difesa. Per vincere non bastano gol a raffica, la “ginga” brasilera e colpi di genio. Per portare a casa titoli e trofei serve una retroguardia quadrata e attenta. E forse due moduli in più d’accompagno che possano dare spazio e dignità a tutti, evitando così musi lunghi e panchine certificate. Il 4-2-4 e il 4-1-4-1 non sarebbero così male.