Maurizio Compagnoni

In un altro periodo la cessione di Higuain avrebbe destabilizzato il Napoli. Città di forti passioni, tifoseria entusiasta come poche, incline all’euforia ma anche al pessimismo. I tifosi del Napoli,  tuttavia, negli anni sono cambiati pur mantenendo la stessa carica passionale. E’ l’ambiente che in generale è maturato. E questo ha fatto permesso che la cessione, pur dolorosa, di Higuain non destabilizzasse la squadra. Al di là di un’inevitabile saldo negativo a livello realizzativo quando se ne va un attaccante capace di fare 36 gol in un solo campionato.

Il Napoli ha gettato le basi per un futuro luminoso

Il Napoli senza Higuain difficilmente potrà lottare per lo scudetto in questa stagione. Ma ha gettato le basi per un futuro luminoso. Innanzitutto anche senza Higuain rimane una squadra molto forte che ha vinto il suo girone di Champions pur con il clamoroso tonfo in casa con il Besiktas. La società ha avuto il giusto intuito di rinforzare quello che era il reparto meno esaltante (centrocampo) con l’innesto di talenti dalle prospettive esaltanti. Zielinski e Diawara in particolare hanno la possibilità in breve tempo di diventare centrocampisti di livello internazionale. Qualche perplessità, invece, sull’acquisto di Maksimovic. Pagato 2 milioni più bonus. A sette milioni era stato offerto l’eccellente brasiliano Felipe che in pochi mesi è diventato il leader della difesa del Porto.
Al di là di qualche errore di valutazione sul mercato, la società ha messo a disposizione di Sarri un bel potenziale.

Per arrivare dove in Champions? Ah, saperlo. E’ chiaro che molto dipenderà dal sorteggio. Può accadere di tutto. Una cosa è certa: chiunque affronterà il Napoli troverà un avversario scomodo con un Milik in più. Dubito che ci saranno club che lunedì tiferanno per avere il Napoli come avversario. Anche senza un attaccante straordinario com’è Higuain.