Maurizio Compagnoni

Quello che in apparenza è un risultato molto deludente in realtà non deve stupire. Essenzialmente per due fattori ci sta che il Napoli non vada oltre lo 0 a 0 in casa con la Dinamo Kiev, ultima del suo girone. Innanzitutto l’assenza di Milik che, inevitabilmente, pesa. Tagliato fuori, al di là dell’infortunio Gabbiadini, il Napoli non può prescindere dal polacco. Quella del falso nueve è una favoletta che va bene se hai Messi. Resta difficile capire come si possano vincere tante partite senza u n centravanti vero. Mertens prima punta può funzionare saltuariamente, contro un certo tipo di avversari. Ma se la Dinamo Kiev si chiude, fa densità in mezzo è ovvio che la manovra del Napoli, priva di Milik, va a sbattere contro un muro.

Il Napoli non molla e con Insigne sbloccato, obiettivo ottavi di Champions

C’è poi il fattore psicologico che non va trascurato. Il Benfica alla fine del primo tempo vinceva 3 a 0 in casa del Besiktas. Avessero vinto i portoghesi, al Napoli sarebbe bastato vincere per la qualificazione aritmetica con un turno di anticipo. Poi è arrivata la notizia della clamorosa rimonta quasi all’ultimo minuto, poco prima che il Napoli iniziasse la sua partita. E’ ovvio che un contraccolpo psicologico c’è stato, è naturale che sapere come pareggiare o vincere la partita non cambia nulla sugli equilibri del girone, anche solo inconsciamente, possa modificare l’approccio alla partita. Non è un discorso di professionalità. I calciatori non sono robot e la notizia ha inciso sulla qualità della prestazione. Pur giustificando la prestazione contro la Dinamo Kiev, qualcosa Napoli qualcosa non funziona. Sei punti nelle prime due giornate di Champions, appena tre nelle successive due. Non è solo l’infortunio di Milik a penalizzare il Napoli. Credo che sia ingeneroso mettere Sarri sul banco degli imputati. La partenza di Higuain non poteva che ridimensionare gli azzurri. La società, sul mercato, ha puntato sul futuro e la crescita di Diawara e Zielinski sembra avallare la bontà del progetto. Credo che il Napoli debba concentrarsi su obiettivi reali, come il terzo o secondo posto, lasciando nel cassetto (per questa stagione) ogni velleità di scudetto. In Champions si giocherà tutto a Lisbona. All’andata per un’ora il Napoli strapazzò il Benfica. Motivo per cui è lecito credere che almeno un pari sia alla portata degli azzurri. Ed entrare negli ottavi, senza Higuain e senza il suo sostituto Milik, sarebbe un gran traguardo per il Napoli.