Maurizio Compagnoni

Il Napoli ammirato contro la Lazio domenica sera all’Olimpico è stato spettacolare. A tratti ha dato la sensazione di essere una squadra quasi perfetta. E’ anche doveroso sottolineare come, al di là della (grande) forza del Napoli, l’atteggiamento timido della Lazio e, soprattutto, le assenze di titolari importanti nella squadra di Inzaghi, abbiano agevolato la partita dei partenopei.

Resta, tuttavia, la sensazione di un potenziale altissimo, che nell’ultima settimana potrebbe aver avuto una impennata ulteriore. Ci sono partite che aiutano a crescere, che ti proiettano in una nuova dimensione. E’ quello che potrebbe essere accaduto al Napoli, dopo la doppia sfida con la Juve e la grande vittoria dell’Olimpico. Tre partite di altissimo livello nello spazio di sette giorni. Una vittoria e un pareggio contro la Juve e poi, facendosi beffe della stanchezza, lo show dell’Olimpico. Chissà, fosse arrivata adesso la doppia sfida contro il Real Madrid magari il Napoli se la sarebbe giocata diversamente, con più personalità. Probabilmente sarebbe andato fuori comunque, ma ho il sospetto che la qualificazione sarebbe stata più a lungo in bilico.  Il Napoli spesso gioca partite che rasentano la perfezione ma ancora non è una macchina perfetta. Anche perché, se lo fosse, si troverebbe in vetta alla classifica o, almeno, a ridosso della Juve. La partita contro la Lazio è emblematica. O meglio, sono emblematiche le azioni che hanno determinato i tre gol. Una verticalizzazione fantastica quella del primo gol, sull’asse Hamsik-Callejon. Un assist quasi irrazionale di Allan e la genialità di Insigne sul secondo gol. Un capolavoro Milik-Zielinski-Insigne sul terzo gol. E il problema qual è si chiederà qualcuno? Il problema è che il Napoli troppo spesso è condannato a stupire, a fare giocate di altissimo livello per vincere le partite. Difficilmente la squadra di Sarri va in gol su azioni “normali” o su rimpalli.

Il Napoli non solo vuole vincere attraverso il gioco e questo, lo dice la storia del calcio, è ovviamente possibile. Ma lo vuole fare attraverso trame di gioco spettacolari ma anche difficili. Che magari al Napoli riescono spesso facili ma quando subentra un po’ di nervosismo, quando c’è la pressione del risultato, possono diventare idee difficili da inseguire e da applicare sul campo. Il Napoli, per crescere ulteriormente, deve anche migliorare qualcosa in difesa. Leggo che Ghoulam potrebbe andar via. Gran giocatore ma un terzino sinistro più bravo in copertura non guasterebbe. Perché fare tanti gol è fondamentale ma per lottare per lo scudetto, con concrete possibilità di farcela, bisogna prendere anche qualche gol in meno.