Maurizio Compagnoni

Adesso è facile sparare sul Napoli. Tre sconfitte nel giro di una decina di giorni. La vetta della classifica che in campionato si allontana, la qualificazione in Champions che sembrava a un passo è di nuovo in discussione.
Mettere sotto processo Sarri in questo momento è cosa facilissima ma frettolosa. E’ chiaro che nel Napoli qualcosa non funziona ed è sulle cause di questo momento no che la società dovrebbe concentrarsi. Innanzitutto partiamo dall’attacco. Fino a pochi mesi fa a guidare il reparto c’era Higuain, probabilmente il più forte numero nove al mondo. Se non il più forte, sicuramente tra i primi tre. La sua partenza non poteva non avere ripercussioni. Eppure il suo sostituto Milik era partito benissimo, ma l’infortunio lo ha messo fuori gioco per qualche mese. Era naturale che il Napoli pagasse dazio a questa situazione. Non solo a livello di gol realizzati, più in generale a livello di sicurezza. Perché avere Higuain in squadra regala più autostima, più serenità perché sai che tanto prima o poi il gol arriva. Con Higuain al fianco è normale che ogni giocatore si sente più sicuro, anche più forte.

Il Napoli di Sarri in difesa è sempre lo stesso

Poi c’è da fare un discorso su Sarri. In questo momento è nel mirino della critica. E’ chiaro che qualcosa ha sbagliato ma prendiamo la fase difensiva. Nella passata stagione è stata una gara a chi esaltava di più l’abilità dell’allenatore nel migliorare la fase difensiva dopo l’allegra gestione Benitez. All’improvviso Sarri non può essersi dimenticato come si allenano i difensori. Che poi sono gli stessi della passata stagione, più Maksimovic e Tonelli. Il problema di Sarri è che le sue squadre devono sempre giocare bene per vincere. Un po’ come l’Arsenal di Wenger. Il Napoli non sa speculare, fatica a vincere le partite quando non si esprime al top. E questo può essere un problema. Ma c’era già un anno fa, un problema in buona parte camuffato dalle prodezze di Higuain.

Napoli collettivo

Napoli, un collettivo di qualità.

I 90 MILIONI INCASSATI POTEVANO ESSERE SPESI MEGLIO
Capitolo mercato. Qualche scelta non mi ha convinto. I 90 milioni incassati da Higuain potevano essere spesi meglio. Perdendo un centravanti formidabile, dopo aver inseguito Icardi e preso Milik, il Napoli doveva puntare forte su un centrocampista di livello mondiale. Mi lascia perplesso l’investimento (si parla di 25 milioni più bonus) su Maksimovic. Buon difensore, sia chiaro, ma pagato una cifra probabilmente esagerata. E al Napoli era stato offerto l’ottimo Felipe, ora al Porto, per appena sei milioni. Secondo me quei soldi andavano investiti su un nuovo leader per il centrocampo, senza nulla togliere ai giocatori in rosa, compresi i nuovi acquisti, su tutti il talentuoso Zielinski. Ma uno di grande personalità in mezzo avrebbe fatto molto comodo a Sarri.