Maurizio Compagnoni

L’infortunio di Milik è un bel danno per Sarri. Anche se il polacco non era comunque titolare, anche se Mertens in dodici mesi si è inventato centravanti, tanto da poter essere considerato tra i primi 5/6 al mondo nel ruolo. La stagione è lunga, il Napoli è impegnato su tre fronti e in campionato – il suo obiettivo primario – deve sfidare la Juve che anche quest’anno viaggia su ritmi elevatissimi. Il che vuol dire che il Napoli è condannato a spingere sempre sull’acceleratore, a non potersi permettere passaggi a vuoto.

Tra l’altro, dopo la cessione di Pavoletti, l’infortunio di Milik priva Sarri di un giocatore unico per le sue caratteristiche, completamente diverso dagli altri attaccanti della rosa. Non è un problema di turnover, ma di soluzioni offensive. Il Napoli, da quando siede in panchina Sarri, ha una gestione delle risorse atletiche impeccabile. La societa non insegue in estate ingaggi in giro per il mondo ma fa una preparazione vera, sgobbando in montagna per avere durante la stagione un’ottima condizione atletica. Però é evidente che non possono giocare sempre gli stessi. Basta un’influenza a Mertens per mettere in difficoltà Sarri. Al momento l’allenatore del Napoli ha un’unica soluzione: mettere Ounas a destra e schierare Callejon centravanti. Più difficile vedere Insigne falso nueve.

Credo che sia inevitabile per la società intervenire sul mercato di gennaio. Ma prendere uno da scudetto non è semplice. Giuntoli può anticipare l’arrivo di Inglese dal Chievo. Ma può bastare? Forse. Certo il Napoli ha le risorse economiche per andare su qualche importante profilo internazionale. Oppure cercare in Italia un talento da rilanciare. La butto lì, consapevole che è un’idea che al momento non scalda la fantasia, ma Destro a gennaio potrebbe essere una buona idea. Oppure Simeone, di cui alla Fiorentina non sono entusiasti. Ma la società deve iniziare a muoversi subito. Anche se Mertens dovesse continuare a fare un gol a partita.