Maurizio Compagnoni
A Napoli il mezzo passo falso contro il Palermo non se lo aspettava nessuno. Normale, guardando la classifica ala vigilia della partita: 44 punti il Napoli, 10 il Palermo. E invece il Napoli, pur costruendo tantissimo, ha rischiato la sconfitta. Il pari è arrivato solo per un clamoroso errore di Posavec, peraltro formidabile in almeno quattro parate, prima e dopo il gol di Mertens.
Napoli-Sarri

Mertens, capocannoniere del Napoli con 13 gol

 La “condanna” del bel gioco

Per la squadra di Sarri lasciare punti contro le piccole non è una novità. Era già accaduto nella passata stagione e, in quella attuale, proprio all’esordio a Pescara. Il motivo? C’è ed è legato alla struttura della squadra, alla sua filosofia di gioco. Il Napoli gioca un calcio bellissimo, come pochi in Europa. Un calcio spettacolare ma che sa essere anche efficace. E allora, direte voi, qual è il problema? Eccolo: il Napoli è condannato, per come è stato impostato da Sarri, a giocare bene. Difficilmente arriva al gol attraverso giocate banali. Al Napoli riescono quasi con facilità azioni che per altre squadre sarebbero impossibili da realizzare. Ma il Napoli conosce solo questa strada per arrivare al risultato. Se mi è concessa un’espressione un po’ colorita, la squadra di Sarri deve farsi “un gran mazzo” per arrivare al gol. Ci riesce spesso, lo dicono le statistiche, ma se non stupisce con il suo gioco, si inceppa; se non incanta, fatica a trovare la via del gol. E non si può essere sempre ispirati, non si può trovare il gol solo attraverso giocate difficili, per quanto agli uomini di Sarri sembrano venire facilmente. C’è di più. Il gioco del Napoli, come quello dell’Arsenal, del Barcellona o del Manchester City, per svilupparsi nella sua espressione migliore ha bisogno di grande concentrazione, intensità ma anche poca pressione. Quando la butti sulla tecnica e non sulla aggressività non devi andare in tensione. Perché se questo accade viene meno la precisione nei passaggi, si inceppano i movimenti, il pallone inizia a scottare e anche giocatori molto tecnici possono sbagliare. E magari inizi a buttare palloni a casaccio in avanti, snaturandoti.
Napoli-Sarri

Piotr Zielinski, in Italia dal 2011

SOLUZIONE MILIK

Il Napoli difficilmente vince le partite quando gioca male. E’ vero che questo accade raramente ma è anche vero che non puoi sempre incantare per vincere. E questa situazione si è accentuata con la partenza di Higuain per cui valeva il detto tra i giocatori “palla a Gonzalo e abbracciamoci”. Senza Higuain il Napoli è cresciuto come collettivo, l’acquisto di Zielinski che – a parere di chi scrive – dovrebbe giocare sempre ha aumentato la qualità a centrocampo. Ma adesso diventa fondamentale il recupero di MIlik. Per Sarri fare gol buttando qualche pallone in mezzo, senza  rincorrere sempre raffinate trame di gioco, non sarebbe male.

Napoli-Sarri

Il polacco Milik, 4 gol in 7 presenze prima dell’infortunio