Maurizio Compagnoni

Il Napoli è terzo in classifica, in semifinale di Coppa Italia (1-3 da recuperare con la Juve) e negli ottavi di Champions League (1-3 da recuperare con il Real Madrid). Gioca un calcio bellissimo. In estate ha ceduto Higuain, uno dei primi tre centravanti al mondo. Ergo, la stagione del Napoli fin qui può essere considerata positiva. Magari non esaltante, ma sicuramente positiva. Eppure alle pendici del Vesuvio c’è un clima di fibrillazione che cozza con la realtà delle cose. Tutto nasce dal rapporto complicato tra il presidente De Laurentiis e l’allenatore Sarri. Un rapporto che, in apparenza, sembrava solidissimo appena un mese fa e che ha iniziato a sgretolarsi dopo la sconfitta del Bernabeu. Chi ha ragione? Sicuramente Sarri non ha torto. Con la squadra a sua disposizione sta facendo un ottimo lavoro. Non puoi perdere Higuain, accusare l’infortunio del suo sostituto Milik e sperare di vincere lo scudetto. Il Napoli sta costruendo il futuro, soprattutto a centrocampo con Diawara, Zielinski e Rog. Ma non è pronto per competere per lo scudetto. E, ovviamente, non è pronto per vincere la Champions League. Questo De Laurentiis dovrebbe saperlo. Il presidente si è avvicinato al Napoli senza alcuna cognizione calcistica. Ma negli anni ha imparato, anche con apprezzabile rapidità. Il presidente sa che la sua squadra è in crescita costante ma non è pronta per i grandi traguardi. Si sta avvicinando. Però è capace, accanto a passaggi a vuoto da eliminare al più presto, anche di grandi impennate. Al ritorno, contro il Real Madrid, il Napoli potrebbe subire una lezione ma potrebbe anche mettere in grave difficoltà l’avversario. Il Napoli che un anno fa ha battuto al San Paolo la Juve, quello della prima mezz’ora di San Siro contro l’Inter in questa stagione, è capace di qualsiasi impresa.

Napoli-Roma-Real Madrid

Sarri e De Laurentiis durante il ritiro estivo di Dimaro

Il problema del Napoli è la continuità, la “condanna” a giocare sempre al top per fare risultato. E’ di questo che dovrebbe preoccuparsi De Laurentiis e magari interrogarsi se il calcio, per quanto bellissimo, di Sarri sia più utopia che concretezza. Ma non può mettere sotto accusa il lavoro dell’allenatore. Anche perché rischia di esporsi a una brutta figura. E se il Napoli al ritorno facesse lo scherzetto al Real Madrid? Anche se, per la verità, in quel caso il presidente si presterebbe volentieri all’uragano di critiche: Vuoi mettere? Eliminare il Real… Certo, quella partita, sarà un po’ uno spartiacque. Se il Napoli dovesse fare una grande partita è possibile che il rapporto del presidente con Sarri possa ricucirsi. Se, invece, il Real dovesse vincere anche al San Paolo è quasi certo che l’avventura di Sarri alla guida del Napoli, a fine campionato, troverebbe il suo capolinea. Prima però, la Roma; probabilmente se n’è parlato meno del dovuto, forse per i rispettivi impegni di Coppa Italia, ma la gara odierna ci dirà molto. Se non del futuro di Sarri, sicuramente di come gli azzurri affronteranno il resto della stagione: un successo all’Olimpico (dove i giallorossi vincono da 15 partite consecutive) riporterebbe entusiasmo, oltre a riavvicinare i partenopei al secondo posto. Di contro, con una sconfitta i ragazzi di Sarri sarebbero condannati ai preliminari di Champions, con l’obbligo di guardarsi le spalle da Atalanta, Lazio e Inter. A quel punto sì, la stagione non sarebbe granchè.

Napoli-Roma-Real Madrid

Dries Mertens, capocannoniere stagionale con 20 gol tra campionato e coppe